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Jesi A Sant’Antonio Abate chiesa gremita per il saluto a don Andrea Coacci
I fedeli dell’unità parrocchiale Castelrosino-Mazzangrugno-Minonna hanno salutato il loro parroco che dopo sei anni svolgerà il suo ministero, dal 19 settembre, alla guida delle parrocchie Regina della Pace e San Pietro Martire
Jesi – Due momenti, uno di festa e uno di commiato, hanno segnato domenica scorsa, 6 settembre, la messa delle 11 nella chiesa di Sant’Antonio Abate, punto di riferimento dell’unità parrocchiale Castelrosino-Mazzangrugno-Minonna.

Al centro della celebrazione, in un primo momento, la piccola Elena, che ha ricevuto il Battesimo alla presenza di genitori e padrini. La bimba, nata dall’unione di una delle ultime coppie sposate nella chiesa di Minonna, ha attirato l’attenzione dei fedeli mostrandosi serena e sorridente per tutta la durata della cerimonia.
La stessa celebrazione ha coinciso anche con il saluto a don Andrea Coacci, parroco dell’unità da sei anni, che dal 19 settembre sarà trasferito alla guida delle parrocchie Regina della Pace e San Pietro Martire, sempre a Jesi.
La chiesa traboccante ha testimoniato il legame costruito in questi anni tra il sacerdote e la comunità. E il saluto si è articolato in tre momenti principali. Durante la funzione, dopo un pensiero dedicato alla piccola Elena, i rappresentanti dei gruppi parrocchiali hanno preso la parola per ringraziare don Andrea del ministero svolto in questi anni.

Prima della conclusione della celebrazione, un rappresentante per ciascuna delle tre parrocchie ha portato il saluto della propria comunità, accompagnando le parole con la consegna di alcuni doni: un calice, un cuscino ricamato, un fotolibro, un quaderno con dediche personali e altri pensieri. La giornata si è chiusa nel parco della parrocchia, dove è stato allestito un buffet su richiesta dello stesso don Andrea.

Qui i parrocchiani gli hanno dedicato una versione personalizzata di Un’emozione per sempre di Eros Ramazzotti, per un saluto che la comunità vive più come un arrivederci che come un addio.
(foto Candolfi Jesi)
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