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Fabriano Alessandro Preziosi un San Francesco radicale e poetico
Attraverso i versi di Davide Rondoni, l’attore porta sul palco un personaggio “capovolto” e lontano dagli stereotipi, capace di trasformare il disagio personale e le ferite del Santo in un messaggio rivoluzionario
Fabriano – Alessandro Preziosi porta al Teatro Gentile “La Ferita, la letizia”, in scena questa sera 10 settembre, alle ore 21 per la rassegna “Carta è Cultura”.
Regista e interprete, l’attore darà voce ad un San Francesco inedito e radicale che, attraverso la poesia di Rondoni, intreccia le sue ferite ai dilemmi dell’oggi. Un Francesco capovolto, lontano dagli stereotipi e radicale.
«La chiave di lettura è stata la poesia – spiega Preziosi – Il testo di un poeta manipola la realtà e trasforma una linea retta in una curva del mondo. Con Davide Rondoni siamo andati a indagare l’inadeguatezza con cui l’interprete si confronta con Francesco. Attraverso la poesia proietti il tuo disagio sulle criticità del Santo: come in una relazione d’amore, proietti sulla persona amata tutta la tua inquietudine. Citando Mario Luzi o l’episodio in cui Francesco chiede a frate Bernardo di mettergli i piedi in testa per ricordargli le sue colpe, la poesia mette sullo stesso piano il Santo, il poeta e l’attore».
Un santo attuale e centrale ancora oggi, in un’epoca di conflitti, dove la pace francescana assume un valore ancora più alto.
«Viviamo in un’epoca di abusi –afferma Preziosi – di parole, di potere, di consumi. La provocazione è abusare del senso di pace, rendendolo un rituale quotidiano. La pace deve diventare ordinaria e concreta attraverso l’amicizia e la fraternità. Francesco non è mai stato un eremita solitario: ha sempre voluto i suoi amici con sé, affidandoli all’Altissimo e consegnando loro il testimone del suo messaggio».
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