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Cronaca

Cerreto d’Esi Electrolux: sciopero generale e manifestazione nazionale il 15 settembre

Electrolux conferma 1.450 esuberi e la chiusura di Cerreto d’Esi. Fim, Fiom e Uilm proclamano per il 15 settembre 8 ore di sciopero e una manifestazione nazionale, chiedendo un tavolo urgente con il Mimit

Cerreto d’Esi – Il 15 settembre prossimo sciopero in tutti gli stabilimenti Electrolux e manifestazione nazionale a Cerreto d’Esi.

Questo quanto hanno deciso unitariamente Fim-Fiom-Uilm a seguito di quanto accaduto dopo i due giorni di confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy della scorsa settimana. Quando Electrolux ha confermato nella sostanza il proprio piano industriale, mantenendo la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e un numero di esuberi pari a 1.450 dipendenti in Italia.

«A questi – scrivono i sindacati – si aggiungono 135 contratti a termine in scadenza che non saranno rinnovati, oltre ai 91 contratti già cessati senza rinnovo. Nel frattempo, l’organico a tempo indeterminato è già diminuito, passando da 4.279 a 4.200 persone tra aprile e agosto».

andreoli

Non solo. «L’azienda – si ricorda nella nota – pretende di superare gli accordi sindacali sull’organizzazione del lavoro, aumentando le cadenze delle linee di montaggio fino a 140 pezzi all’ora e puntando alla stabilizzazione di un unico turno giornaliero negli stabilimenti. Richieste pesanti, che imporrebbero ulteriori sacrifici.

Di fronte a questa posizione, «il confronto tecnico non può proseguire», ricordano Fim-Fiom-Uilm, chiedendo una convocazione urgente del tavolo con il Ministro e con le Regioni interessate, «nonché un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti istituzionali, per utilizzare ogni leva possibile e impedire che Electrolux scarichi sui lavoratori e sui territori il costo delle proprie scelte».

I sindacati avevano proclamato otto ore di sciopero ed hanno deciso di effettuarle in tutti gli stabilimenti Electrolux per martedì 15 settembre, con una manifestazione nazionale davanti allo stabilimento di Cerreto d’Esi.

«Saremo a Cerreto perché quel sito non deve chiudere. Difendere Cerreto significa difendere il lavoro, la presenza industriale e il futuro di un territorio. La mobilitazione proseguirà con determinazione fino a quando Electrolux non ritirerà esuberi e dismissioni e non presenterà un piano industriale fondato sull’occupazione e sul rilancio degli stabilimenti italiani», si conclude la nota.

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