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San Paolo di Jesi Beethoven, Kabalevsky e Martinů al Wine Concert del Festival
La tappa del “Pergolesi Spontini” nella cantina della famiglia Ceci ha unito visita, degustazioni e musica con Jacopo Muratori e Leonardo Giulianelli
San Paolo di Jesi – Il “Wine concert IV”, inserito nella sedicesima edizione del Festival Pergolesi Spontini 2026, ha fatto tappa nella Cantina Vignamato, un marchio conosciutissimo (che i vari tipi di vino prodotti siano eccellenti fa parte del programma), una famiglia che ama la propria terra da quatto generazioni.
“Vignamato, dal 1952 quattro generazioni di amore per la nostra terra. Siamo nati quando un fazzoletto di terra era il tesoro più prezioso che c’era. Per noi, oggi, è ancora così. E lavorarlo in totale armonia con la natura non è una scelta, ma un nostro preciso dovere”.

Maurizio Ceci presenta subito al pubblico la Cantina Vignamato che, prosegue, insieme alla moglia Serenella e ai figli Alessandra, Andrea e Francesco, un lungo cammino che guarda non solo al passato ma che ha un futuro che vuole armonia, decisione, giuste scelte, in un paesaggio favoloso.
Tanto pubblico, come sempre accade, giro della cantina, assaggi di prodotti locali e poi il concerto, purtroppo disturbato dalla cappa di caldo e di umidità che ha colto i partecipanti, numerosissimi, a una performance molto particolare, che vedeva in scena il violoncellista Jacopo Muratori e il pianista Leonardo Giulianelli, in un affascinante percorso che va da Beethoven a due grandi compositori del XX secolo.

Due eccellenti professionisti, dicevo, che hanno riscaldato (si fa per dire …) il pubblico aprendo con Beethoven e la Sonata per violoncello e pianoforte n.4 in do maggiore, op. 102, n. 1. Da Beethoven si è passati a Dmitri Kabalevsky, conosciuto come compositore di brani allegri, in un lavoro maturo, intenso e sorprendentemente drammatico, un vero e proprio dialogo dove il violoncello e il pianoforte si affrontano come due avversari.

Si affonda e si riparte per un nuovo movimento, sempre di una bellezza struggente. Non conoscevo affatto questo compositore russo, morto nel 1987, per me una rivelazione. Grazie.
Infine, la Sonata per violoncello e pianoforte n. 2, H. 286 di Bohuslav Martinů, una brillante e intensa opera da camera composta nel 1941.

L’opera, divisa in tre movimenti, l’avevo ascoltata il mese scorso, in un programma trasmesso per il concorso della Queen Elisabeth Competition di Londra.
Il direttore generale della Fondazione Pergolesi Spontini, Lucia Chiatti, ha salutato i presenti e ha introdotto la serata, che ha riscosso un grande successo.
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