Attualità
Poggio San Marcello Prendersi cura del paese con “Ci sto? Affare fatica!”
Armati di guanti, attrezzi e buona volontà, i 16 giovani partecipanti hanno lavorato insieme per sistemare alcune panchine, occuparsi della manutenzione del verde e di un piccolo orto botanico
Poggio San Marcello – Panchine ripulite, spazi verdi curati e un piccolo orto botanico curato grazie all’impegno di sedici giovani.
Si è svolta la scorsa settimana la seconda edizione di “Ci sto? Affare fatica!”, il progetto promosso dalla Regione Marche al quale il Comune ha scelto nuovamente di aderire.
Un’esperienza che ha coinvolto i ragazzi in attività concrete di cura e valorizzazione del territorio. Armati di guanti, attrezzi e buona volontà, i giovani partecipanti hanno lavorato insieme per sistemare alcune panchine, occuparsi della manutenzione del verde e prendersi cura di un piccolo orto botanico.

Un modo per trascorrere parte dell’estate mettendosi al servizio del proprio paese, ma anche per riscoprire il significato della collaborazione, della responsabilità e dell’appartenenza a una comunità.
«L’adesione del Comune di Poggio San Marcello al progetto regionale “Ci sto? Affare fatica!” ha trovato il suo senso più alto nella risposta dei nostri ragazzi – ha sottolineato la vicesindaca Maria Grazia Marinelli –. Il successo di questa iniziativa è interamente loro».
Un ringraziamento rivolto ai sedici partecipanti, che hanno trasformato il lavoro svolto durante la settimana in un gesto di attenzione verso i beni comuni.
«Con entusiasmo e generosità hanno trasformato il concetto di fatica in un gesto di profondo civismo, prendendosi cura del territorio e riscoprendo il valore dell’appartenenza – ha aggiunto –. Non hanno semplicemente svolto un compito, hanno impresso la loro firma sul presente e sul futuro della nostra comunità».
La seconda edizione si chiude così con un bilancio positivo.
«Il mio ringraziamento va alla Regione Marche per l’opportunità e, soprattutto, a ciascuno di questi splendidi ragazzi. Hanno dimostrato che investire nelle nuove generazioni non è mai una scommessa, ma una certezza».
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