Cronaca
Rosora Esplosione casa colonica, ferito trasferito al centro grandi ustionati di Cesena
Il 72enne residente a Jesi era stato trasportato a Torrette in eliambulanza poi il trasferimento all’ospedale Bufalini, ustioni sull’80% del corpo e traumi, la testimonianza del vicino, Paolo Plebani «Ho sentito chiedere aiuto, era lui tra le macerie»
Rosora – «Ho sentito un forte botto, ma in un primo momento non riuscivo a capire cosa fosse successo. È stato tutto così immediato. Dalla finestra di casa mia non vedo l’abitazione, poi ho avvertito grida provenire dalla direzione della casa colonica: “Aiuto, aiuto”. Sono corso fuori e mi sono reso conto di quanto era accaduto».

A raccontare i primi, concitati momenti dopo l’esplosione avvenuta ieri mattina, attorno alle 11, in contrada San Giovanni, nelle campagne di Rosora, Paolo Plebani, il giovane che abita a pochi metri dalla casa colonica devastata dalla deflagrazione.
Ancora visibilmente scosso, ha spiegato di aver chiamato immediatamente i soccorsi e di essersi avvicinato all’edificio, nonostante la situazione fosse ancora potenzialmente pericolosa e già erano evidenti i gravi danni riportati.

«L’uomo rimasto tra le macerie era cosciente. È stato lui a spiegarmi dove si trovava il rubinetto esterno del gas da chiudere», ha raccontato.
Poco dopo sono arrivati anche il sindaco Fausto Sassi e il vice Paolo Bernardini.
«Non conoscevo personalmente l’uomo che vi risiede – ci ha detto il primo cittadino -, sapevo che aveva acquistato questa casa e che vi si recava soltanto saltuariamente. La Prefettura mi ha contattato, sincerandosi prima di tutto delle sue condizioni e successivamente per conoscere la situazione e verificare l’eventuale necessità di attivare la Protezione civile. Fortunatamente le abitazioni vicine non hanno riportato danni e non ci sono altre persone coinvolte. L’immobile è stato posto sotto sequestro, mentre la strada è regolarmente percorribile. Dispiace profondamente per quanto accaduto, sono episodi che non dovrebbero mai verificarsi e in questo momento il pensiero va soprattutto alle condizioni del ferito».

Sul posto è arrivata successivamente anche la sorella del 72enne coinvolto nell’esplosione, che si trovava a Maiolati Spontini ed era inizialmente all’oscuro delle condizioni del fratello.

«Abbiamo visto passare l’eliambulanza sopra di noi. Mia cognata mi aveva appena chiamato per spiegarmi quello che era successo, dicendomi che stavano portando via mio fratello proprio con l’eliambulanza. Due minuti dopo l’ho vista passare e mi sono precipitata sul posto».

Visibilmente scossa, la donna ha chiesto ripetutamente notizie, mentre i presenti hanno cercato di tranquillizzarla spiegandole che il fratello era cosciente e aveva continuato a parlare e collaborare con i soccorritori.

Il 72enne, Tonino Zedde, residente a Jesi, originario della Sardegna, è arrivato all’ospedale regionale di Torrette in gravi condizioni. Ha riportato ustioni su circa l’80 per cento del corpo, ustioni che interessano torace, addome, volto e torso, oltre a diversi traumi provocati delle macerie cadutegli addosso. Dopo l’arrivo all’ospedale regionale di Torrette i sanitari hanno disposto il successivo trasferimento al Centro grandi ustionati dell’ospedale Bufalini Cesena.

Erano, dunque, circa le 11 di ieri, domenica, quando il boato ha squarciato il silenzio della zona, devastando la casa colonica nella quale il pensionato non risiedeva stabilmente e dove, secondo i vicini, si recava soltanto di rado provenendo da Jesi. La prima ipotesi è quella di una fuga di gas, circostanza sulla quale dovranno fare chiarezza gli accertamenti, disposti per oggi con un nuovo sopralluogo dei Vigili del Fuoco. L’area è stata posta sotto sequestro dai Carabinieri di Castelplanio.
Secondo una prima ricostruzione, che sarebbe stata fornita dallo stesso ferito, rimasto sempre cosciente, stava rientrando nell’abitazione, probabilmente per preparare il pranzo domenicale, quando ha avvertito un forte odore di gas provenire dalla cucina. Nel tentativo di chiudere i fornelli avrebbe azionato erroneamente il sistema di accensione, generando la scintilla che ha innescato l’esplosione nell’ambiente già saturo.
La forza della deflagrazione ha provocato danni ingenti alla struttura, danneggiata anche l’auto parcheggiata nel cortile, scagliando parti degli infissi e frammenti delle finestre fino a cento metri di distanza, nel campo vicino. Sul posto sono intervenute le squadre dei Vigili del Fuoco di Ancona, Jesi e Arcevia, impegnate per circa un’ora per raggiungere dall’alto del tetto squarciato ed estrarre in sicurezza il ferito dalle macerie. Le operazioni sono poi proseguite per escludere la presenza di altre persone.

In contrada San Giovanni è arrivato anche il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Jesi, maggiore Elpidio Balsamo, che ha seguito le fasi dell’intervento insieme ai militari di Castelplanio.
L’eliambulanza è atterrata nel campo adiacente, a pochi metri dalla casa, mentre sul posto sono giunte anche l’automedica del 118 e l’ambulanza della Croce Verde di Cupramontana.
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