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Fabriano “Testa di porchetta”, una goliardata del Palio diventa un caso social
La foto corre in rete e alimenta ipotesi inquietanti, poi emerge la bravata compiuta durante l’evento, Il priore Andrea Ciarlantini: «Non si riesce più a sorridere con leggerezza»
Fabriano – Una testa di maiale cotta, ritrovata dentro un cestino dei rifiuti, è bastata per trasformare una goliardata tra contrade in un piccolo caso cittadino.
La fotografia ha rapidamente fatto il giro dei social, alimentando le ipotesi più disparate, compresa quella di un gesto intimidatorio. Dietro quella scena insolita, però, non c’è alcun messaggio oscuro, ma uno scherzo nato durante i giorni del Palio di San Giovanni.
A ricostruire l’episodio è Andrea Ciarlantini, priore di Porta del Borgo.
«Tutto è nato da una goliardata che i ragazzi della mia Porta volevano fare nei confronti di quelli di Porta Cervara – racconta –. Era tutto incentrato nell’ottica del gioco e sullo spirito festoso, elementi che dovrebbero sempre contraddistinguere questa manifestazione».
I giovani di Porta del Borgo avrebbero portato la testa della porchetta nell’hostaria rivale come provocazione scherzosa.
«I nostri hanno omaggiato Porta Cervara lasciandola nella loro hostaria, per poi farsi delle sane risate e bere qualcosa proprio insieme ai ragazzi della Cervara», chiarisce Ciarlantini.

Dall’Hostaria di Porta del Borgo arriva anche una precisazione sul luogo la testa sarebbe stata successivamente abbandonata: «Mi è stato riferito che chi ha buttato via la testa, comunque dentro un cestino e non in strada, non lo ha fatto nella zona delle Conce, ma poco dopo l’edicola La Rovere».
A pubblicare l’immagine era stato Danilo Silvi, consigliere comunale di minoranza (Fratelli d’Italia), accompagnandola con un commento critico: «Questa situazione è di questa mattina. Ci troviamo sempre in zona Conce, il polo culturale della città, forse è il caso di fare serie riflessioni».
Il ritrovamento aveva inoltre riacceso le proteste di alcuni residenti per i rifiuti abbandonati e il decoro della zona.
Problemi e segnalazioni che meritano attenzione, ma che in questo caso rischiano di confondersi con una tradizione goliardica da sempre presente nel Palio.
«Negli anni passati ci sono sempre stati scherzi – ricorda il Priore –. Una volta quelli di Porta Cervara rapirono la nostra Priora e ottennero in cambio un prosciutto come riscatto. In un’altra occasione appendemmo sul balcone del Podestà uno striscione con la scritta Favriano se tigne de giallo».
Episodi entrati nei racconti della festa e vissuti come momenti di rivalità bonaria, senza conseguenze e con la capacità di ritrovarsi, alla fine, allo stesso tavolo. È anche attraverso questi gesti e il clima festoso che tanti ragazzi si avvicinano alle Porte e scelgono di dedicare tempo ed energie al Palio.
Una partecipazione che passa anche attraverso idee nuove e iniziative capaci di unire tradizione e ironia.
«Sui nostri social abbiamo mostrato anche le magliette realizzate appositamente per il Palio – sottolineano dall’Hostaria di Porta del Borgo – e sono piaciute veramente a tantissime persone».

«Purtroppo spesso qualcuno vede il brutto dove non c’è assolutamente – aggiunge Ciarlantini –. Non si riesce più a sorridere con leggerezza come magari accadeva negli anni passati, ma noi ce la mettiamo sempre tutta».

Il Palio rappresenta per Fabriano molto più di una serie di appuntamenti in costume: è partecipazione, appartenenza e trasmissione della memoria cittadina. Dietro hostarie, cortei, sfide e infiorate c’è il lavoro di tanti volontari e soprattutto di giovani che scelgono di portare avanti una tradizione, cercando anche di rispettarne il valore storico.
«C’è un impegno massimo, anche nella ricerca di essere il più possibile attinenti alla rievocazione», sottolinea il Priore.
«Fabriano sta attraversando un momento veramente duro, così come tutta la società – conclude –. Ci sono preoccupazioni, brutte notizie e problemi. Quando c’è da giocare, giochiamo e facciamoci una risata. Non risolverà sicuramente i problemi, ma aiuta ad affrontare meglio la giornata».
Il rischio è che una fotografia pubblicata sui social, accompagnata da poche parole, finisca per raccontare una storia molto diversa da quella realmente accaduta.
Nella velocità con cui si commenta e si condivide, spesso manca il tempo di fermarsi, verificare il contesto e ascoltare tutte le voci. Una riflessione in più avrebbe forse evitato di trasformare una goliardata tra ragazzi in qualcosa di ben più cupo, restituendo invece il giusto valore all’entusiasmo di chi continua a impegnarsi per mantenere vive le tradizioni e il Palio di Fabriano.
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