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Cronaca

Jesi Strappa il giornale del Comune e ne semina le pagine per strada

In via Setificio l’indignazione di un residente ma chi vive nella zona segnala da tempo cartacce, bottiglie e altri rifiuti abbandonati nelle aiuole e tra le siepi degli Orti Pace, sempre più spesso utilizzate come cestini dei rifiuti improvvisate

Jesi – Un giornale strappato in tanti pezzi e abbandonato a terra, sotto gli occhi dei presenti. È la scena avvenuta nei pressi degli Orti Pace, in via Setificio, dove un residente ha raccontato, dopo averlo documentato fotograficamente, di aver visto un giovane, di origine straniera, accanirsi sulle pagine lasciandole poi cadere a terra lungo tutta via.

Il giornale sfortunato era Jesi Oggi, la pubblicazione distribuita dal Comune per informare la cittadinanza sui progetti, le opere e le iniziative dell’Amministrazione. Un foglio nato per aggiornare i cittadini e finito, nel giro di pochi minuti, trasformato in coriandoli fuori stagione.

Il gesto ha lasciato amarezza soprattutto perché non sarebbe un episodio isolato. Chi vive nella zona segnala da tempo cartacce, bottiglie e altri rifiuti abbandonati nelle aiuole e tra le siepi, sempre più spesso utilizzate come piccoli cestini improvvisati.

«Anche gli stessi operatori ecologici si lamentano quando vengono qui – racconta il residente – e lamentano il fatto che impiegano un sacco di tempo per pulire».

È lo stesso residente che afferma di aver fatto più volte fatto richiesta al Comune di installare più cestini per i rifiuti nella zona, ma nessuna risposta è arrivata, «è ormai oltre un anno dalla richiesta per avere più cestini dei rifiuti, ma al momento nulla è cambiato».

L’episodio arriva proprio mentre il Comune di Jesi sta rilanciando, anche attraverso i social, la campagna di sensibilizzazione Dove la butto? dedicata a una raccolta differenziata più corretta e consapevole. Un messaggio semplice, che ricorda come il decoro urbano dipenda anche dai comportamenti quotidiani di ciascuno.

Italiano o straniero, residente da sempre o arrivato da poco, il rispetto per la città deve essere lo stesso. Chi viene accolto in una comunità è chiamato a conoscerne e rispettarne le regole, così come chi vi è nato non può sentirsi autorizzato a ignorarle.

Perché una città pulita non nasce soltanto dalle campagne informative o dal lavoro degli operatori, ma anche da chi quotidianamente la vive.

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