Cronaca
Cerreto d’Esi Electrolux, vertenza Mimit: l’azienda conferma esuberi e chiusura della fabbrica
Netto il no di Fim, Fiom e Uilm: confermata la chiusura del sito marchigiano e annunciate otto ore di sciopero contro un piano giudicato inaccettabile
Cerreto d’Esi – Leggero calo degli esuberi da 1.719 a 1.450 in Italia, oltre al mancato rinnovo di 135 lavoratori a termine, cancellazione dei vincoli sulla organizzazione del lavoro e conferma della chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi.
Queste le richieste avanzate da Electrolux durante i due giorni di trattativa tenutisi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ieri e oggi, all’interno del tavolo tecnico istituito sulla vertenza.
La multinazionale svedese non solo ha ribadito la richiesta al Governo di intervenire su questioni di fondo che incidono sulla competitività, in particolare di agire in sede europea per la riforma della Cbam che oggi insiste sulle importazioni dei soli componenti ma non sugli elettrodomestici finiti, ma ha aggiunto l’intenzione di superare gli accordi sindacali sulla organizzazione del lavoro che oggi pongono dei limiti specifici per ciascuna fabbrica alle cadenze delle linee di montaggio, stabilendo un numero massimo di pezzi ora da montare.

Electrolux in pratica dichiara di voler incrementare la cadenza, a fronte di miglioramenti ergonomici e del rispetto delle saturazioni massime, fino a un massimo di 140 pezzi ora. Inoltre nelle fabbriche si stabilizzerebbe l’assetto ad un unico turno unico così detto a giornata.
A tutto ciò, in una nota congiunta, i rappresentanti sindacali di FIm-Fiom-Uilm hanno opposto una netta contrarietà, viene considerato “esaurito il confronto per così dire tecnico” e chiesta «La riconvocazione urgente del tavolo con il Ministro e le Regioni interessate, affinché insieme possiamo usare ogni leva possibile per far cambiare idea alla multinazionale». In più, si proclamano otto ore di sciopero con modalità che saranno precisate e la prosecuzione dello stato di agitazione.
«A fronte di pesantissime richieste – spiegano nella nota congiunta le parti sociali – Electrolux offre solo modifiche limitate al piano industriale e conferma la chiusura del sito di Cerreto d’Esi. Gli esuberi complessivi in Italia passano da 1.719 a 1.450, ma a questi in realtà si devono aggiungere 135 contratti a termine in scadenza che non saranno rinnovati; inoltre lo stesso organico a tempo indeterminato da aprile ad agosto è sceso da 4.279 a 4.200 persone, mentre 91 contratti a tempo determinato sono già scaduti senza rinnovo. Esprimiamo la nostra decisa contrarietà verso una posizione aziendale che richiederebbe grandi sacrifici ai lavoratori, enormi sforzi al governo, ma in cambio paradossalmente continuerebbe ad offrire esuberi e dismissioni. Il famigerato piano industriale di Electrolux dunque non solo non è stato ritirato, ma anzi è stato in massima parte confermato», si conclude la nota.
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