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Cronaca

Jesi Contrasto ai piccioni, taglio del nastro per il primo loft

Situato all’ultimo piano del Palazzo comunale, da stamattina ha preso il via ufficialmente la sperimentazione del metodo tedesco, prima volta in Italia, l’assessore all’ambiente Alessandro Tesei: «Se il monitoraggio darà i risultati sperati ci attiveremo per realizzare altre due postazioni»

Jesi – È stato inaugurato questa mattina il primo loft sperimentale, prima volta in Italia, situato all’ultimo piano del Palazzo comunale, che dà ufficialmente il via all’azione di contrasto alla proliferazione dei piccioni in città, basata sul metodo tedesco.

Stamattina il taglio del nastro con l’assessore all’ambiente Alessandro Tesei e Leonello Negozi di Legambiente Circolo Azzaruolo, poi l’apertura della finestra, con apposito infisso, dalla quale i piccioni potranno accedere al loft e trovare cibo, acqua e riparo. Il locale adibito alla sperimentazione si trova all’ultimo piano del palazzo comunale all’interno di quello che una volta era l’appartamento del custode.

L’area è stata debitamente allestita con le scaffalature che ospiteranno i nidi dei volatili, sono 66 le cove presenti, ogni cova ospita una coppia di piccioni, quindi attualmente la sperimentazione sarà su un massimo di 132 volatili. Predisposte anche la mangiatoia e le bevitoie.

Installata anche la telecamera di sorveglianza – attiva h24 – per monitorare le attività dei volatili e verificare l’eventuale assenza di cibo o altre problematiche.

«Se ci saranno i risultati sperati ci attiveremo per allestire altri due loft – ha spiegato Alessandro Tesei -. Abbiamo già individuato i locali, uno sarà sempre in Comune in un’altra delle stanze dell’appartamento, un’ulteriore location sarà a Palazzo Carotti».

«L’obiettivo che ci prefiggiamo a breve termine è quello di riscontrare un centro storico più pulito – e una riduzione del guano – almeno nel raggio di circa 300 metri rispetto alla posizione del loft. Quanto al contrasto alla proliferazione dei volatili, assistere a una diminuzione della popolazione dei piccioni sarà un riscontro più a lungo termine, nel frattempo resterà in vigore la metodologia utilizzata finora».

Metodologia che consiste nel catturare la popolazione in eccesso che poi viene soppressa, «un metodo cruento e oneroso che contiamo di sostituire presto con questa nuova tecnica decisamente meno invasiva e più rispettosa dell’animale», che si basa sulla sostituzione delle uova vere con uova finte.

Quanto alla pulizia del locale, la pavimentazione è stata impermeabilizzata e le pareti trattate, per renderne più semplice l’igienizzazione, attualmente pavimento e scaffalature sono state anche ricoperte di pagine di giornale che verranno sostituite di volta in volta.

Nella stanza è stato realizzato anche un cartongesso che la divide da un piccolo atrio destinato al cambio dell’operatore, lì indosserà maschera e attrezzature per poi effettuare i controlli e la pulizia del locale. Affidate alla ditta Quark, tali operazioni di pulizia consisteranno nel cambio dei giornali una volta a settimana e in una igienizzazione più profonda una volta al mese.

«Rispetto al metodo tedesco abbiamo apportato modifiche che rendono il progetto ancora più performante – ha spiegato l’assessore Tesei – come le procedure di igienizzazione e pulizia, volte a evitare qualsiasi rischio di diffusione di malattie».

Affidato a Legambiente l’incarico di raccolta dati e monitoraggio dei volatili nonché di attività finalizzate a sensibilizzare la cittadinanza.

«Abbiamo aderito con entusiasmo a questo progetto che rappresenta la prima sperimentazione in Italia – ha affermato Leonello Negozi di Legambiente -. Lo spirito dell’iniziativa è nelle nostre corde e promuove la convivenza non cruenta tra uomo e animale, soprattutto se rapportata al metodo finora utilizzato per il contrasto alla proliferazione. Cercheremo anche di coinvolgere i cittadini per sensibilizzarli a queste tematiche».

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