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Chiaravalle Parco dedicato a Padre Matteo che «ha fatto bene e belle tutte le cose»-Video
Cerimonia partecipata ieri mattina per ricordare il missionario deceduto in un incidente stradale il 18 aprile 2024 in Costa d’Avorio, il messaggio di pace affidato alle nuove generazioni
Chiaravalle – Si è svolta ieri mattina, presso l’Istituto comprensivo “Maria Montessori – Rita Levi Montalcini” di via Paganini, la cerimonia con cui la città ha reso omaggio a Padre Matteo Pettinari, proprio nel giorno del secondo anniversario della sua scomparsa.
Il parco antistante la scuola porta ora il nome del missionario chiaravallese morto il 18 aprile 2024 a Niakara, in Costa d’Avorio, dove aveva scelto di vivere la propria missione accanto alle comunità più fragili.

Il disvelamento e la benedizione della targa hanno segnato il momento centrale di una mattinata molto partecipata, alla presenza di studenti, cittadini, familiari, autorità civili e militari, amici, rappresentanti delle istituzioni, delle comunità di Chiaravalle e di Monte San Vito, e di monsignor Giuseppe Orlandoni vescovo emerito della Diocesi di Senigallia, il suo padre spirituale.
Un’intitolazione dal forte valore simbolico, voluta in un luogo attraversato ogni giorno da tanti ragazzi, perché proprio ai più giovani guarda l’eredità lasciata da Padre Matteo: quella di una vita spesa per gli altri, nella concretezza del servizio e nella ricerca della pace.

A sottolinearlo anche la sindaca Cristina Amicucci: «Abbiamo pensato proprio a questo posto perché è un punto di passaggio di tanti cittadini, è un parco molto frequentato e soprattutto perché sotto gli occhi dei ragazzi va rivolto il messaggio di Padre Matteo, ossia donarsi per gli altri».
Un esempio, ha aggiunto, che vale «per i ragazzi ma anche per le istituzioni e per chi oggi questo mondo lo governa», ricordando come il missionario sia stato «fondamentalmente e soprattutto un uomo di pace».
La prima cittadina ha poi ribadito il senso più ampio dell’iniziativa, inserendola in un percorso con cui l’Amministrazione intende custodire la memoria di figure che hanno lasciato un segno nella comunità: «Tenere viva la memoria significa farlo anche con questo tipo di iniziative».

Particolarmente toccante il ricordo del papà di Matteo, Pietro Pettinari.
«Questa è una bella cerimonia per Matteo, con tanti ragazzi qui nella scuola, con la banda, con tutti. Anch’io sono pieno di gioia, ma nello stesso tempo ho il cuore gonfio di dolore perché non è facile affrontare queste giornate».
Poi il ricordo del lavoro svolto in Africa, dove il missionario dell’ordine della Consolata aveva costruito relazioni, progetti e opere concrete.
«Chi non è andato da quelle parti non può nemmeno immaginare dove viveva, cosa faceva e quello che ha fatto». E, infine, l’immagine più semplice e forte, affidata a poche parole: «Lo ricordiamo così, con il cuore pieno di gioia».

Nato a Chiaravalle e legato anche a Borghetto di Monte San Vito, Padre Matteo era molto conosciuto e amato nel territorio. In Costa d’Avorio aveva fatto della missione la sua casa, accompagnando la crescita delle comunità non solo sul piano pastorale, ma anche umano e sociale. Non a caso, anche Papa Francesco lo aveva ricordato come un «missionario instancabile».
Da ieri, il suo nome resta legato anche a uno spazio quotidiano della città, consegnando il suo esempio a chi, passando di lì, potrà continuare a tenere alta la sua memoria.
Non a caso sulla sua lapide, laggiù in Africa, è scritto: ha fatto bene e belle tutte le cose (cfr Mc 7,37)
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