Opinioni
Jesi Due impianti con un solo canestro, «lo sport merita rispetto»
Nel mirino dell’Associazione Per Jesi le strutture di via Fausto Coppi e di via Jugoslavia, frequentate ogni giorno da decine di giovani: critiche all’Amministrazione comunale e appello per ripristinare le attrezzature mancanti
Jesi – In questi quattro anni seguire le vicende dell’assessorato allo sport guidato da Animali è stato tutt’altro che semplice. Le comunicazioni dell’assessore si sono spesso caratterizzate per annunci, promesse e dichiarazioni contraddittorie che, anziché fare chiarezza, hanno finito per aumentare le perplessità dei cittadini.

Abbiamo già parlato dello skate di via del Burrone. Dopo averne annunciato di fatto la scomparsa, l’assessore ha comunicato che verrà realizzata una nuova struttura, senza però indicare dove sorgerà. Non solo, nello stesso intervento si afferma che i fondi non sono ancora stati individuati, pur essendo l’opera inserita nel Piano delle Opere Pubbliche. Una situazione che lascia più interrogativi che certezze.
Non meno sorprendente è quanto dichiarato a proposito del basket cittadino. Decine di ragazzi continuano a frequentare quotidianamente i campi di via Fausto Coppi e via Jugoslavia (intitolato ad Antonio Paradisi, ndr) costretti però a giocare in condizioni inaccettabili: entrambi gli impianti sono dotati di un solo canestro invece dei due necessari.

L’assessore, con un ragionamento particolarmente complesso e poco convincente, ha sostanzialmente spiegato che non vi sarebbero le risorse per sostituire i due canestri mancanti.
Parliamo di una spesa estremamente contenuta, che un’Amministrazione attenta avrebbe potuto affrontare senza particolari difficoltà. Invece, dopo quattro anni nei quali questa Amministrazione ha progressivamente interrotto ogni rapporto costruttivo con gran parte dell’imprenditoria locale, si arriva addirittura a lanciare un appello ai privati affinché provvedano direttamente all’acquisto delle attrezzature.
Qualora qualcuno si facesse carico della spesa, l’Amministrazione potrebbe dedicarsi ad altro. Una frase che lascia sinceramente sconcertati: con poca spesa si manterrebbe un importante presidio di socialità e salute per i giovani, ma il Comune non lo ritiene degno di intervento a meno che qualcuno faccia l’elemosina.
Ricordiamo che per migliorare la qualità di vita questa Amministrazione è pronta ad accendere mutui milionari; ma garantire spazi pubblici e gratuiti per i giovani non sarebbe ancor più necessario per la vita sociale?

È inevitabile allora una riflessione.
Forse l’assessore ritiene che per giocare a basket avere due canestri sia un dettaglio secondario. Perché, diversamente, resterebbe una sola spiegazione: che per quattro anni si sia scelto di ignorare un problema evidente, lasciando due impianti pubblici frequentati da tanti giovani in condizioni che non possono essere considerate degne di una città come Jesi.
Lo sport merita rispetto. I ragazzi meritano rispetto. E le strutture pubbliche meritano ben altra attenzione.
Associazione Per Jesi
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