Cronaca
Jesi Imr e crisi dell’automotive: «Ancora due anni complicati»
Il punto del sindaco Lorenzo Fiordelmondo alla luce del tavolo Mimit svoltosi mercoledì scorso in Regione, attualmente sono una trentina i dipendenti che ruotano in azienda, gli altri saranno reintegrati fino al 2028 con ulteriore ampliamento della cassa integrazione in deroga
Jesi – «Per Imr ci saranno ancora due anni complicati, questo 2026 e tutto il 2027. Sappiamo bene che il settore dell’automotive è in crisi, ma ci sono comunque segnali che rappresentano premesse necessarie e utili a pensare che il piano aziendale possa proseguire».
Così il sindaco Lorenzo Fiordelmondo ha aggiornato ieri l’assise comunale sulla situazione di Imr alla luce del tavolo Mimit svoltosi mercoledì scorso in Regione, a cui ha preso parte insieme all’assessore regionale Tiziano Consoli, presenti i rappresentanti ministeriali, i vertici dell’Azienda e le rappresentanze sindacali locali e nazionali.
«Il trasferimento della linea Lamborghini nella sede di Jesi è in parte avvenuto. Attualmente nello stabile ruotano una trentina di dipendenti, i restanti 70, che nell’accordo sono 93, in base a quanto emerso dall’incontro non saranno reintegrati fino al 2028. La cassa integrazione in deroga avrà quindi un ulteriore ampliamento. Con tutte le difficoltà che ne conseguono per quei lavoratori che ormai da 4 anni sono in cassa integrazione».

«Tra i segnali positivi, che ci fanno ben sperare, comunicati dall’Azienda: la certificazione Plant – fondamentale per ottenere le linee di Lamborghini, Mercedes e Rolls Roys – in dirittura d’arrivo e il piano di investimenti in avanzamento», ha evidenziato il Sindaco, aggiungendo anche che con l’assessore regionale Tiziano Consoli hanno richiesto a Imr di poter effettuare «un sopralluogo in azienda per avere contezza di quanto stanno facendo».
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Le ultime tappe della vicenda
A maggio 2025 l’avvio dei primi accordi di esodo volontario da parte di alcuni dipendenti dell’ex Caterpillar di via Roncaglia che hanno scelto di accettare la buona uscita di 40mila euro oltre a 2 mensilità di mancato preavviso, per concludere il rapporto di lavoro con l’Azienda, possibilità offerta dalla stessa a 20 dipendenti, dei 91 rimasti, entro la fine del 2025. Mentre per i lavoratori con meno di 24 mesi al pensionamento era stato proposto, sempre su base volontaria, un accompagnamento alla pensione con un compenso mensile aggiuntivo alla cassa integrazione.
Per tutti gli altri dipendenti, i vertici aziendali – in base alle interlocuzioni con i sindacati – avevano presentato il nuovo piano di reintegro, senza licenziamenti, se non su base volontaria, entro il 2027, con una programmazione scandita dalle tempistiche delle produzioni previste dal nuovo modello.
Dopo l’aggiornamento fornito dal Sindaco in Consiglio comunale, il piano di reintegro si estenderà dunque fino al 2028 con ulteriore ampliamento della cassa integrazione.
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