Animali
Vacanze Viaggiare con il proprio animale domestico, i consigli dell’esperto
Il veterinario Gianluca Tiroli: «La parola d’ordine è pianificazione», ma quello che è importante è scegliere la meta, calibrata sia per la famiglia che per il proprio pet al seguito
È tempo di vacanze e viaggiare con il proprio animale domestico richiede una serie di accortezze che garantiscano in primis il suo benessere ma anche la tranquillità di chi gli sta intorno.
Raccomandazioni e consigli utili si trovano dappertutto, in rete o nelle riviste specializzate, ma la parola d’ordine per i nostri amici a 4 zampe e per le loro famiglie è senza dubbio la pianificazione. Ce ne parla il veterinario Gianluca Tiroli.
Con l’estate ci troviamo a dover affrontare una serie di questioni per proteggere dal caldo i nostri amici a 4 zampe, soprattutto se vogliamo portarli in vacanze con noi…
«La cosa più importante, quando si vive con un animale domestico, è la programmazione delle vacanze. Non è possibile al giorno d’oggi non essere informati sulle accortezze da tenere in considerazione se si vuole viaggiare con il proprio pet. Di solito le vacanze sono programmate molto tempo prima, specialmente quelle nei Paesi esteri, quindi abbiamo tutto il tempo per informarci e richiedere la documentazione necessaria, gli eventuali farmaci e le visite a cui sotoporli prima della partenza».
«Chi decide di tenere in casa un animale deve avere la consapevolezza che la programmazione della sua vita deve tenere conto anche delle esigenze degli animali domestici e che quindi ci sarà un adeguamento delle nostre richieste a quelle degli animali. Programmare la documentazione corretta prima di partire è importante per non rischiare il blocco degli animali alla frontiera, o eventuali sanzioni, evitare problemi insomma».
«Pianificazione è quindi la parola d’ordine per chi vuole partire in vacanza con il proprio amico a 4 zampe, rivolgersi al veterinario è di sicuro una tappa fondamentale, perché i professionisti che seguono i pet sono informati su tutte le incombenze burocratiche da effettuare prima della partenza, in base chiaramente alla destinazione del viaggio (se in Italia o all’estero).
«Io consiglierei almeno per chi non ha il passaporto, di attivarsi almeno due mesi prima, per chi ha il passaporto in regola sarebbe auspicabile fare almeno una visita di controllo, soprattutto se gli animali assumono medicinali e chiaramente un check a breve distanza, prima della partenza – anche una settimana prima -, comunque una visita di controllo per capire se ci siano problematiche, eventualmente consigliare una scorta di farmaci e il numero di una clinica per quando si arriva a destinazione».
«Così almeno si viaggia sicuri, perché oggi non è più un tabù viaggiare con gli animali al seguito. Anche se alcuni devono essere lasciati a casa, nel luogo dove si trovano più tranquilli, ma chiaramente vanno abituati a restare da soli e a essere gestiti da qualcuno che li accudisce e li porta fuori. Il benessere animale è al primissimo posto e va preso in considerazione insieme alle esigenze degli altri componenti della famiglia, dobbiamo replicare in viaggio il benessere che è abituato a vivere in casa».
Fondamentale, quindi, conoscere le esigenze dei nostri animali, i medicinali che serve portare via e, soprattutto, sapere in anticipo se ci sono cliniche veterinarie nei paraggi a cui rivolgersi se si hanno problemi.
Quanto alla possibilità di viaggiare lasciando gli animali a casa, ci sono categorie per le quali questa scelta è consigliabile?
«È una buona alternativa se si ha la possibilità di farlo accudire da qualcuno, soprattutto per quello che riguarda i gatti, che sono abitudinari e amano molto il loro ambiente casalingo, quindi sarebbe preferibile non spostarli piuttosto che stressarli. Soprattutto per i felini che non sono abituati a viaggiare, quindi a compiere tragitti lunghi in auto o al cambio location».
«Diverso è il caso di chi è abituato a portare i propri animali in vacanza, ho clienti che portano abitualmente i gatti con sé, quindi non hanno problemi, ma improvvisare con un animale che non ha mai viaggiato è da evitare assolutamente, consiglio di iniziare da piccoli a farli muovere, cambiare aria e cambiare ambiente, così come abituarli alla macchina, alle voci, alle persone, all’habitat nuovo, anche in questo caso le cose vanno programmate».
«C’è anche la valida alternativa delle pensioni, alloggi per cani, perché per il gatto io consiglio che stiano a casa loro, che siano gestiti da qualcuno. Le pensioni offrono spazi dove gli animali vengono accuditi e vivono praticamente come in hotel, oggi i servizi forniti sono tantissimi, le realtà sono tante, è importante contattare quelle che possiamo visitare prima e dove vengono fatti anche programmi di inserimento graduale, per evitare traumi o brutte sorprese lasciando lì il nostro cane a scatola chiusa».
«Alcune di queste strutture, se non tutte, richiedono il microchip, è obbligatorio ormai da anni, per cui i proprietari degli animali senza microchip sono sanzionabili e con l’obbligo di applicazione. Sembra che stia diventando obbligatorio anche per i gatti, però le pensioni chiedono comunque un’identificazione dell’animale, quindi è indispensabile».
«Poi ci sono alcune realtà che richiedono alcuni test prima dell’ingresso, come quelli per la ricerca di parassiti intestinali e di essere in regola con le vaccinazioni, se ci sono medicinali che devono essere assunti, chiaramente bisogna che il proprietario li porti».
«Tutta l’altra quantità di animali domestici dai volatili ai rettili ai pesci, chiaramente secondo il mio parere è auspicabile non portarli per evitare stress. Quindi è buona norma che ci siano persone in famiglia o comunque si trovi qualcuno all’altezza di poter gestire la situazione».
Per i viaggi all’estero che tipo di documentazione è necessaria?
«C’è una nuova normativa, quella dell’aprile 2026, che introduce alcune novità sui viaggi all’estero con gli animali. Queste nuove regole delineano quelli che sono gli obblighi per chi viaggia con gli animali domestici. Parliamo in questa sede dei principali animali domestici, cioé cani, gatti e furetti, perché sono carnivori domestici sotto la regolamentazione della prevenzione dalla diffusione della rabbia. Per questi animali è richiesto il passaporto europeo, nel caso in cui io volessi andare nella Comunità Europea».
«Il passaporto europeo viene rilasciato su animali microcippati, quindi che devono essere identificati, in quanto di un proprietario che deve essere una persona maggiorenne. Devono essere vaccinati contro la rabbia e a tre settimane dalla data di vaccinazione è possibile andare a richiedere alle Ast il passaporto europeo per gli animali da compagnia».
«Chiaramente è importante per chi va nei Paesi europei o extraeuropei informarsi bene su quali siano le richieste di ogni singolo Paese, perché ognuno ne ha diverse. Ad esempio, ci sono paesi come l’Irlanda e la Finlandia che richiedono trattamenti anche antiparassitari certificati dal veterinario, cioè il veterinario deve indicare sul passaporto il trattamento che viene fatto contro i parassiti e sverminazioni particolari, con la tempistica richiesta. Quindi il nocciolo della questione è preparare tutto per tempo, perché è impossibile poi spostare questi animali dall’Italia verso un Paese estero».
«Chiaramente, quello che è importante è scegliere la vacanza che sia calibrata sia per la famiglia che per l’animale al seguito. Buone vacanze a tutti!».
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