Cronaca
Jesi Giornata del Donatore, la festa a Casa Avis
La presidente dell’associazione jesina, Oriana Capitani: «Voi siete la prova vivente che un piccolo gesto, quando viene compiuto con costanza e amore, può fare una differenza enorme, la catena della solidarietà non si è mai spezzata»
Jesi – Un ricco programma di interventi e tanta partecipazione per la tradizionale “Giornata del Donatore”, organizzata dall’Avis comunale domenica scorsa nella sede di via Guerri.
Presenti il sindaco Lorenzo Fiordelmondo, il neoeletto direttore del Dipartimento interaziendale regionale di medicina trasfusionale di Ast Ancona, Giuseppe Furlò, il presidente Avis regionale Marche, Daniele Ragnetti, la presidente provinciale Ancona, Francesca Petrucci. Hanno partecipato anche gli studenti delle scuole medie Federico II, Paolo Borsellino, Giacomo Leopardi e Lorenzini, autori degli elaborati che saranno pubblicati nel calendario Avis.

Il pomeriggio si è aperto con la celebrazione della messa a Casa Avis, accompagnata dai canti della Corale Santa Lucia. A seguire gli interventi istituzionali e la cerimonia di premiazione dei donatori benemeriti per il loro prezioso e costante contributo alla comunità.
«Quest’anno non voglio parlarvi di numeri, ma di due parole: scusa e grazie – ha detto nel suo intervento la presidente di Avis Jesi, Oriana Capitani -. Scusa è la parola che sentiamo di rivolgere a tutti voi donatori per quanto è avvenuto nei mesi di aprile e maggio in relazione alle sacche di plasma. Avis non ha responsabilità diretta per quanto accaduto, ma sentiamo forte la responsabilità morale nei vostri confronti. Ed è per questo che vi chiediamo scusa».

«Abbiamo vigilato e segnalato più volte una situazione che ritenevamo critica, ma evidentemente non è stato sufficiente. Da oggi continueremo a farlo con ancora maggiore attenzione e determinazione, siamo convinti che con la guida del dott. Giuseppe Furlò ci sarà un netto cambio di passo, che almeno nella nostra zona stiamo già iniziando a vedere nei numeri».

«L’altra parola è grazie. Grazie a tutti voi perché, nonostante tutto, non avete mollato e avete continuato a donare. Quando si è presentata la situazione di carenza di sangue avete risposto all’appello con grande vigore ed entusiasmo. Al primo appello per il sangue intero abbiamo ricevuto ben 18 prenotazioni in pochissime ore, e così è avvenuto anche nei giorni successivi».

«Voi siete la prova vivente che un piccolo gesto, quando viene compiuto con costanza e amore, può fare una differenza enorme. La catena della solidarietà non si è mai spezzata».
Anche il sindaco Lorenzo Fiordelmondo ha voluto presenziare alla cerimonia sottolineando il valore di tre parole fondamentali nella donazione: antitesi, dono e cura.
«Viviamo un’epoca in cui la tesi dominante sembra caratterizzata dall’utilizzo della forza, della determinazione e da una socialità molto contrattuale. Quello che voi fate all’interno dell’associazione rappresenta un’antitesi rispetto a tutto questo, un’antitesi essenziale, perché mette in piedi un paradigma completamente rovesciato rispetto a quello che oggi sembra governare il mondo».

Mentre sul tema del dono ha aggiunto: «Chi dona sangue lo fa in modo silenzioso, mettendo a disposizione qualcosa che servirà a qualcuno, non conoscendo direttamente il destinatario».
La serata si è conclusa all’insegna della musica, con lo spettacolo musicale e letterario “Uno – Musica, racconti e radici”, proposto dal gruppo Balkan Express Music, un viaggio dedicato all’origine della vita e al legame profondo che unisce tutti gli esseri viventi.

In totale sono stati 197 i riconoscimenti dei quali 49 medaglie d’argento, 54 argento dorato, 44 oro, 36 oro con rubino, 7 oro con smeraldo
I premiati oro con smeraldo
(ti.fe.)
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