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Jesi Festival “Le vie del Benessere”: nuove consapevolezze per una comunità che cambia
Calato il sipario sulla terza edizione, confermata la bontà della formula e la straordinaria risposta del territorio, presenze quasi triplicate rispetto all’edizione precedente
Jesi – Si è conclusa con uno sguardo rivolto al futuro e alle trasformazioni possibili della comunità la terza edizione del Festival “Le Vie del Benessere”.
Una giornata finale intensa e ricca di spunti, incentrata sulla cura, sulla resilienza e sul ruolo dello sport come straordinario strumento di educazione, coesione e inclusione sociale.
La giornata conclusiva: tra testimonianze di vita e il valore sociale dello sport
Il Teatro Studio Moriconi ha ospitato uno dei momenti più emozionati e partecipati dell’intero Festival: la toccante testimonianza di Valentina Mastroianni.
Partendo dalla sua esperienza personale e dalla storia del figlio Cesare, l’incontro ha affrontato i temi della disabilità, della cura, del lutto e della fragilità, generando un dialogo profondo con il pubblico e ribadendo come il Festival sappia farsi promotore di una vera e propria cultura dell’ascolto e dell’attenzione verso i più fragili.

Il pomeriggio è stato interamente dedicato allo sport, esplorato in tutte le sue sfaccettature sociali ed educative attraverso tre panel progressivi.
Il primo, “Percorsi di sport inclusivo”, ha segnato un passo concreto verso la progettazione sul territorio grazie alla sinergia tra Coni Marche – Scuola Regionale dello Sport, Fondazione Cardinaletti Ets, Cooperativa L’Arco e Asp Ambito 9.
Il secondo appuntamento, “Oltre i confini dello sport”, con ospiti d’eccezione come Luca Pancalli ed Elena Pantaleo, ha allargato la riflessione sul valore dello sport all’interno delle politiche sociali ed educative. Infine, il panel “Lo sport come strumento di formazione e inclusione”, curato da Sammy Marcantognini insieme all’atleta di taekwondo Sarah Al Halwani, ha approfondito l’importanza della pratica sportiva nella crescita giovanile e nello sviluppo dell’equilibrio psicologico.

Grande successo anche per i laboratori e le attività esperienziali, che hanno registrato il sold out di prenotazioni, a testimonianza di una forte richiesta da parte della cittadinanza di esperienze concrete e partecipative.
Il bilancio di quattro giorni straordinari: numeri in forte crescita
La terza edizione del Festival ha confermato la bontà della formula e la straordinaria risposta del territorio. In quattro giornate, la manifestazione ha proposto ben 44 appuntamenti (il doppio rispetto allo scorso anno), coinvolgendo oltre 60 ospiti, tra relatori, professionisti e protagonisti del mondo della cultura, della sanità, del sociale e dello sport.
Un successo misurabile soprattutto nei dati sulla partecipazione, con presenze quasi triplicate rispetto all’edizione precedente. Gli eventi hanno animato teatri, palazzi, musei, piazze e luoghi simbolo della città e dell’Ambito, affrontando tematiche cruciali come la salute mentale, il welfare, l’abitare, l’educazione e la genitorialità.

Il tema dei “Confini” e il valore della rete
Il filo conduttore dell’intera manifestazione – i “Confini” – è stato interpretato non come un limite da subire, ma come un punto d’incontro in cui discipline, persone e mondi differenti si contaminano. Il Festival è riuscito a trasformare questi confini in spazi vivi di dialogo, mettendo in rete cittadini, professionisti, istituzioni e il Terzo Settore.
Il successo di questa edizione è il frutto di una fitta e virtuosa rete territoriale: un ringraziamento speciale va a tutti gli ospiti, i relatori, i partner, le associazioni e le istituzioni che hanno reso possibili queste quattro giornate, ponendo basi solide per future collaborazioni e connessioni che continueranno a produrre valore per la comunità anche oltre la chiusura del Festival.
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