Cronaca
Fabriano Ex Wrap, futuro in bilico: i lavoratori scioperano
I 40 dipendenti altamente qualificati e i sindacati incrociano le braccia, chiedendo il sostegno della politica
Fabriano – Assemblea e sciopero di circa un’ora. Questo quanto accaduto questa mattina a Fabriano in merito al nuovo fronte occupazionale che si è aperto per la Whirpool Tecnology.
Dalla multinazionale americana, la scorsa settimana, è stata comunicata l’intenzione di chiudere la sede fabrianese ex Wrap dove vi lavorano 40 persone, 36 dipendenti e 4 dirigenti, un’occupazione altamente qualificata, quasi tutti ingegneri elettronici occupati negli uffici di via Lamberto Corsi.

La Whirpool Tecnology rappresenta l’ultima presenza della multinazionale americana a Fabriano dopo l’accordo sottoscritto con Arcelik con la cessione del core business del bianco nel vecchio continente dando vita alla newco Beko Europe.
Ci sono due centri di progettazione per complessivi 70 dipendenti. Uno a Fabriano (ex Wrap) specializzato su elettronica sul lavaggio e uno a Varese di più concentrata sul cooking che sembra, al momento, salva. Nella comunicazione inviata ai dipendenti dal CdA della multinazionale americana al termine della riunione, si parla di “possibilità”, ma tra i dipendenti di Fabriano è forte la preoccupazione per un concreto rischio chiusura.
Al momento, non è stata ancora aperta la procedura di mobilità e i sindacati di categoria Fim-Fiom-Uilm hanno indetto l’assemblea questa mattina per confrontarsi direttamente con i lavoratori in vista di una possibile convocazione per un incontro con i rappresentanti della multinazionale americana.
Subito dopo l’assemblea, circa 30 minuti di sciopero, proclamato dalle parti sociali, davanti alla sede di via Lamberto Corsi a Fabriano. I lavoratori chiedono un intervento della politica a supporto dei sindacati visto che la decisione ancora non è presa. Il tutto finalizzato a una revisione di questa decisione da parte della Whirlpool visto che non è basata su mancanza di lavoro, considerando che i dipendenti non stanno lavorando solo su progetti legati all’ambito del lavaggio. «Una decisione, quella della chiusura – concludono i sindacati – che appare dunque incomprensibile».
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