Cronaca
Cerreto d’Esi Electrolux: sciopero e presidio a Roma il 5 ottobre contro la chiusura
Sciopero di 8 ore e pullman per il presidio al Mimit il 5 ottobre: i 170 lavoratori di Cerreto d’Esi si mobilitano contro il piano svedese che prevede esuberi e il trasferimento della produzione in Polonia
Cerreto d’Esi – Sciopero di 8 ore proclamato per il 5 ottobre prossimo alla Electrolux a Cerreto d’Esi.
I 170 operai a rischio esubero, perché nel Piano della multinazionale svedese è prevista la chiusura del sito cerretese, incroceranno le braccia nel giorno della nuova riunione del tavolo di crisi al ministero delle Imprese e del Made in Italy, previsto per lunedì prossimo alle 10. In concomitanza con la riunione, i sindacati di categoria hanno annunciato un presidio presso il Mimit.
Da Cerreto è stato organizzato un pullman con circa una 50ina di dipendenti della Electrolux che giungeranno a Roma. Le parti sociali ribadiscono, al pari delle Istituzioni coinvolte in questa dura vertenza, che non si farà un passo indietro rispetto al mantenimento di tutti gli stabilimenti italiani e dei posti di lavoro.
La multinazionale svedese nel suo Piano prevede, invece, 1.450 esuberi e, per l’appunto, la chiusura del sito di Cerreto d’Esi.
Il 15 settembre scorso si è svolta una grande manifestazione nazionale per ribadire il ‘no’ al Piano. Subito dopo il ministro Adolfo Urso ha fissato la convocazione per una nuova riunione del tavolo di crisi al Mimit.
Ma, nel frattempo, si è avuta notizia che tutti i codici delle cappe attualmente prodotte nello stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi sono stati duplicati in Polonia. Quindi il sito polacco sarebbe già pronto a sostituire completamente lo stabilimento italiano in termini di cappe prodotte.
«Non si riesce veramente a comprendere il messaggio che voglia lanciare Electrolux con questi comportamenti, quello che è sempre più evidente è l’inaffidabilità delle dichiarazioni fatte. Questo rende sempre più difficile provare a trovare soluzioni condivise nell’interesse delle persone che lavorano. Ci aspettiamo una ferma presa di posizione da parte della politica e del Governo. L’azienda – si conclude la nota – deve essere richiamata in maniera incisiva alla sua responsabilità e al mantenimento di tutti gli impegni presi», le parole dei sindacati dei giorni scorsi.
Un argomento che sarà sicuramente al centro dell’incontro del 5 ottobre prossimo.
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