Segui QdM Notizie

Cronaca

Castelplanio Cessione Mulino Barilla, i sindacati: «Decisione molto grave»

Sull’intera vicenda anche l’assessore regionale al lavoro, Tiziano Consoli garantisce la massima attenzione per la tutela dei lavoratori, della capacità produttiva e del ruolo industriale del sito

Castelplanio – Come prevedibile, la notizia della probabile cessione del Mulino Barilla al Gruppo Casillo è ben presto uscita dalle mura del sito produttivo, ubicato in via Stazione, per approdare sui tavoli negoziali e della politica regionale.

Il futuro per i 18 lavoratori impiegati in quella che può essere definita un’eccellenza locale, e per la produzione stessa, resta ancora tutto da scrivere.

andreoli

A riannodare il bandolo della matassa, sono le organizzazioni sindacali, Flai Cgil – Fai Cisl – Uila.

«Quello che doveva essere un incontro di routine si è trasformato in una vera e propria doccia fredda per il futuro industriale del territorio e per le famiglie coinvolte. Venerdì 18 settembre, presso lo stabilimento di Castelplanio, era stato programmato un tavolo tra le Rsu, le organizzazioni sindacali di categoria e la delegazione aziendale di Barilla per discutere le variabili del Premio Aziendale.

Invece, in modo del tutto inaspettato, la multinazionale ha comunicato l’intenzione di cedere il ramo d’azienda – che comprende i mulini di Castelplanio e Altamura – al Gruppo Casillo.

Contestualmente, Barilla ha annunciato la realizzazione di un nuovo polo integrato a Foggia con un investimento da 100 milioni di euro, destinato di fatto a sostituire gli attuali impianti».

Almeno tre gli elementi evidenziati dai sindacati che portano a giudicare la decisione assunta come assolutamente negativa.

«In sede di discussione nazionale del contratto integrativo aziendale questa discussione non è mai emersa e non è mai stata oggetto di confronto. Una comunicazione e un piano di questo genere, che probabilmente covava già sotto da tempo, non può non essere contemplata in un piano industriale e/o in una strategia aziendale, con cui discutere e coinvolgere tutto il sindacato a tutti i livelli, per primo quello nazionale. Le condizioni di lavoro presso questo altro soggetto preoccupano non poco i lavoratori che passano da una holding europea ad un’azienda di provincia».

Perentoria la chiosa di Cgil, Cisl e Uil.

«Quello comunicato da Barilla è una volontà aziendale e un metodo scorretto verso il sindacato dove, fino ad oggi, le relazioni sindacali/industriali erano un valore aggiunto per entrambi. Il sindacato è determinato a contrastare in tutte le sedi opportune, sindacali ed istituzionali, a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e del futuro industriale del sito. L’azienda ama presentarsi come profondamente attenta alle persone, alle famiglie e alle comunità nella quale opera. Pertanto, non si può considerare solo una semplice operazione societaria. Questa decisione rischia di incidere profondamente sulla vita di lavoratrici, lavoratori, famiglie e un intero territorio. A nostro avviso si rischia una vera macelleria sociale che Barilla per ragioni di immagine e di opportunità sembra voler affidare ad altri, evitando di assumersi le responsabilità di tale scelta. I lavoratori sono preoccupati per la continuità lavorativa viste le precedenti esperienze in territori limitrofi. Il sindacato non accetterà condizioni che ledano il lavoro, i diritti e le condizioni delle persone».

Sul tema, delicato e complesso, è pronto l’intervento dell’assessore regionale al lavoro, Tiziano Consoli:

«Seguiamo con attenzione l’evoluzione relativa allo stabilimento di Castelplanio e comprendiamo le preoccupazioni manifestate dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali di fronte a una comunicazione arrivata in maniera certamente improvvisa e che avrebbe meritato un percorso di confronto più ampio e tempestivo».

Evitando allarmismi, l’assessore analizza i dati ad oggi disponibili.

«Il soggetto interessato all’acquisizione, Molino Casillo, appartiene a un gruppo industriale strutturato e fortemente specializzato proprio nel comparto molitorio: opera attraverso 14 impianti sul territorio nazionale e la società Molino Casillo ha registrato nel 2024 un fatturato superiore a 1,3 miliardi di euro. Un elemento particolarmente rilevante è inoltre rappresentato dagli impegni indicati nell’ambito dell’operazione: Barilla ha posto come condizione fondamentale la continuità occupazionale delle persone coinvolte e Casillo ha espresso la volontà di garantire la prosecuzione delle attività produttive e la salvaguardia delle competenze presenti nei siti. È previsto, inoltre, che negli stabilimenti interessati continuino ad essere realizzate produzioni destinate a Barilla sulla base di contratti pluriennali di fornitura. Sono elementi che vanno considerati con attenzione e che rappresentano una base importante dalla quale partire».

Tiziano Consoli conferma la volontà di seguire da vicino ogni passaggio della vicenda.

«Per noi il punto fermo resta la tutela dei 18 lavoratori di Castelplanio, insieme alla salvaguardia della capacità produttiva e del ruolo industriale dello stabilimento. Il metodo con cui vengono affrontati processi di questa portata è importante e il confronto con lavoratori e rappresentanze sindacali deve essere pieno e trasparente. Ma altrettanto importante è distinguere una riorganizzazione industriale da una situazione di disimpegno o di crisi occupazionale. Su Castelplanio manterremo quindi la massima attenzione, verificando che gli impegni annunciati sulla continuità produttiva e occupazionale trovino concreta attuazione. La Regione sarà disponibile al confronto con azienda, nuovo soggetto industriale e organizzazioni sindacali affinché questa operazione possa rappresentare non un arretramento, ma una prospettiva industriale stabile e duratura per il territorio».

© riproduzione riservata