Cronaca
Moie La lupa con il collare si mette a giocare con un gatto – Video
L’esemplare gira da tempo per il territorio, diverse le segnalazioni, eppure sembra diffidare sempre meno dell’uomo dal quale è stata salvata e curata, ma le preoccupazioni dei residenti restano e non vanno sottovalutate, serve una soluzione che tuteli entrambi
Moie – «Se non fai il bravo chiamo il lupo». E c’erano il lupo mannaro, le loup garou, Cappuccetto Rosso che per colpa del lupo perdeva la nonna e una lunga serie di storie nelle quali, fin da bambini, abbiamo imparato ad assegnargli sempre la parte del cattivo.
Ma stavolta la storia sembra essere un’altra, decisamente lontana da tante suggestioni, perchè il lupo si è messo a giocare con quella che avrebbe potuto essere una probabile preda nella sua ricerca di cibo.
Comunque, ritornando all’antefatto, basta vederne uno attraversare una strada o avvicinarsi alle case perché la paura prenda rapidamente il posto di qualsiasi altra considerazione.

Dopo settimane di avvistamenti e segnalazioni della ormai nota lupa con il radiocollare, a Moie, negli ultimi giorni è iniziata a circolare anche la voce di un possibile abbattimento di questo animale. Una voce che, almeno al momento, non trova riscontro in comunicazioni ufficiali rese pubbliche.
La preoccupazione dei residenti, però, non va liquidata con leggerezza.
Trovarsi a pochi metri un lupo, magari mentre si porta a passeggio il proprio cane, può comprensibilmente incutere grande timore. Ma questa giovane femmina rappresenta, inoltre, un caso particolare, perché sembra avere perso, almeno in parte, quella naturale diffidenza nei confronti dell’uomo che normalmente caratterizza la specie.
La sua storia, però, potrebbe in parte spiegare tale comportamento.
Si tratta della lupa soccorsa a Camerata Picena quando, ferita e in condizioni difficili, si era avvicinata alle abitazioni trovando proprio nell’uomo l’aiuto che le ha permesso di sopravvivere.
Curata e successivamente restituita alla libertà, è stata dotata di radiocollare e negli ultimi mesi è apparsa più volte. Generando, ovviamente, varie segnalazioni
Ci sono, dunque, anche immagini recenti che invitano a leggere con attenzione i singoli episodi.
In un video la stessa lupa si ritrova tra l’erba con un gatto. Non lo aggredisce, gli si avvicina scodinzolando più propensa del diffidente felino al gioco, situazione che si protrae per diversi minuti. Alla fine il gatto, stanco di tanto movimento o più semplicemente per evitare guai, con uno scatto… felino se ne va.
Un comportamento che naturalmente non permette di stabilire come l’animale possa reagire in ogni altra circostanza, ma che ricorda quanto sia necessario evitare conclusioni automatiche davanti a ogni avvistamento.
Qualche giorno fa era stata vista anche con un gatto in bocca. Un’immagine forte, soprattutto per chi ama gli animali, ma anche in quel caso occorre distinguere: la predazione appartiene alla natura del lupo. Ben diversa è invece la questione della sua crescente frequentazione delle zone abitate e della confidenza mostrata verso la presenza umana.
È questo il punto sul quale occorre intervenire.
Quella lupa probabilmente non può continuare a frequentare stabilmente il centro abitato, prima di tutto per la sua stessa sicurezza e per la serenità dei residenti.
Spetta agli esperti e alle autorità competenti stabilire quale sia la soluzione più adeguata per gestirla e allontanarla dalle situazioni di possibile contatto con le persone. Non serve né trasformarla in una mascotte né metterla alla gogna.
Perché la paura è legittima. Nessuno pretende che chi si trova improvvisamente davanti un lupo resti indifferente. Ma proprio perché questa femmina ha una storia diversa da molte altre, ogni episodio va osservato e valutato per quello che realmente è, senza anticipare sentenze.

Il lupo non è quello delle favole, ma resta un animale selvatico che deve mantenere le distanze dall’uomo. Quando quelle distanze vengono meno, come sembra essere accaduto in questo caso, intervenire diventa necessario. Gestire, però, non significa automaticamente abbattere.
Oggi a fare da cassa di risonanza ci sono i social.
Una fotografia senza contesto, un racconto rilanciato decine di volte, una frase più forte delle altre possono trasformare rapidamente un animale da monitorare in una minaccia da eliminare.
Ed è proprio questo il rischio da evitare. Non si tratta di difendere il lupo a ogni costo né di minimizzare il disagio dei residenti, ma di permettere a chi possiede competenze e strumenti di valutare il comportamento di questo specifico esemplare e individuare una soluzione che tuteli le persone e, per quanto possibile, anche l’animale.

Perché alla fine, in mezzo a fotografie, commenti e allarmi, a rischiare di pagare il prezzo più alto potrebbe essere proprio quella lupa che oggi tutti temono e che, paradossalmente, ha imparato a fidarsi troppo dell’uomo.
E a giocare con i gatti.
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