Cronaca
Jesi Opere pubbliche, il diario della battaglia
È scontro aperto tra Amministrazione comunale e opposizioni che chiamano in causa l’attuale governo cittadino in merito a cantieri e progetti che ballano ancora tra stop e ritardi, «non avete fatto nulla per dieci anni», la risposta da Piazza Indipendenza, e scende in campo anche l’ex sindaco Massimo Bacci
Jesi – «Neanche aver ricevuto in eredità progetti o finanziamenti è stato sufficiente: la realizzazione ed il compimento degli interventi al San Martino (foto in primo piano), alla scuola Borsellino e al Cascamificio, dopo anni, o sono tristemente fermi o languono nei ritardi».
Dal recente affondo di Jesiamo che chiama in causa le responsabilità dell’Amministrazione comunale in merito alle opere pubbliche che ballano ancora tra stop e ritardi, scocca la scintilla.

«La capacità di una Amministrazione è anche quella di creare opportunità, di progettare, di trovare finanziamenti, di controllare e verificare i lavori – rincarano dall’opposizione – affinché se ne abbia una positiva conclusione: tutte cose sconosciute a questa Amministrazione, ma la cosa non deve sorprendere più di tanto se è vero che è la stessa che ci mette 3 anni per far realizzare una panchina (in Piazza Pergolesi) e 18 mesi per far realizzare un ascensore (in via Farri)».
«Tempi biblici e un po’ di sconcerto».
Gettata la palla in campo avversario è arrivato il rilancio immediato dell’Amministrazione comunale la quale, più che pungolata nel merito, ha cercato la schiacciata, come si dice nel volley, in verità molto articolata. Eccola.
L’alzata
«È facile parlare di eredità quando si è lasciato per anni un elenco di desideri senza gambe – ribattono da Piazza Indipendenza – . La realtà che i cittadini vivono ogni giorno è un’altra: amministrare non significa avere dei desiderata, ma avere dei progetti di qualità, il coraggio di aprire i cantieri, gestire i rincari dei materiali, coordinare le maestranze e, soprattutto, portare a termine i lavori».
«L’opposizione parla di progetti pronti? La verità è che abbiamo ereditato faldoni incompleti e finanziamenti incerti. Questa Amministrazione non si è limitata a mettere una firma, ma ha messo competenza e responsabilità politica per trasformare sogni sbiaditi in realtà tangibili. Ponte San Carlo, Teatro Moriconi, cavalcavia, scuola Lorenzini, parcheggio via Garibaldi, nuovo palascherma, riqualificazione Carbonari, ascensore in municipio e cantieri aperti di prossima consegna come, ad esempio, la Borsellino, il polo per l’infanzia 0-6 anni o l’ex Cascamificio».
La schiacciata
«Quali sono le opere nate e concluse nei dieci anni precedenti? È una domanda che attende ancora risposta. Noi non navighiamo a vista cercando finanziamenti casuali; noi programmiamo con rigore per garantire che ogni euro investito produca un beneficio concreto».
«L’opposizione usa la panchina di Piazza Pergolesi come pretesto per criticare? È un autogol clamoroso. Se si tratta di un’opera così piccola e semplice, come loro stessi ammettono, ci domandiamo come mai la precedente Amministrazione non sia stata capace di pensarla, finanziarla e realizzarla nei suoi dieci anni di governo. È singolare che chi non è riuscito a gestire un semplice arredo urbano oggi pretenda di dare lezioni di efficienza a chi quel lavoro lo ha finalmente portato a termine».

Bagni pubblici: fine dell’immobilismo
«Dopo anni di mozioni approvate e rimaste chiuse nel cassetto, questa è l’unica Amministrazione che ha finalmente affrontato e risolto il problema dei servizi in centro storico, con i lavori terminati al chiostro ex Sant’Agostino per un servizio essenziale, moderno e accessibile. Stiamo definendo una gestione professionale per garantire pulizia e decoro costante. Non basta aprire una porta: serve un servizio dignitoso».
Una svolta necessaria per Jesi
«Non abbiamo paura di investire sul futuro, a partire dalla riqualificazione del Viale della Vittoria. Non è una semplice opera, ma una svolta necessaria per dare respiro alle attività commerciali, fluidità al traffico e, soprattutto, una qualità della vita superiore ai cittadini. Preferiamo essere criticati per la nostra ambizione piuttosto che essere ricordati per non aver fatto nulla per dieci anni, se non ipotizzare ciò che altri avrebbero dovuto realizzare».
«La nostra risposta è nei cantieri aperti, nelle gru che si muovono e nei servizi che finalmente vedono la luce. Ai cittadini lasciamo il giudizio sui fatti, all’opposizione lasciamo le polemiche da campagna elettorale».
L’ex sindaco Massimo Bacci: «Inaugurate dall’attuale Amministrazione le opere risultato delle scelte fatte dalla mia maggioranza»
Finita? Affatto, chiamato in causa per «non aver fatto nulla per dieci anni, se non ipotizzare ciò che altri avrebbero dovuto realizzare», scende in campo anche l’ex sindaco Massimo Bacci, leader di quella Amministrazione e che qualche mese fa aveva chiesto all’attuale di effettuare un sopralluogo per i cantieri della città, incontro che però non è ancora avvenuto.

«Sin dal termine del mio mandato – afferma – mi sono imposto la regola del silenzio, convinto che un ex amministratore debba lasciare spazio a chi gli succede senza interferire nel dibattito quotidiano. Tuttavia, le recenti affermazioni dell’attuale assessore ai Lavori Pubblici rendono questo mio proposito impossibile da mantenere. Ci sono momenti in cui il rispetto per la verità storica e amministrativa della nostra Jesi deve prevalere sulla riservatezza personale».
«Per questo motivo, mi trovo costretto a intervenire per rimettere ordine tra i fatti e le narrazioni di questi giorni. Confesso che, leggendo le parole dell’Assessore Melappioni, la mia sorpresa non riguarda tanto il merito delle opere, quanto un aspetto quasi paradossale: dopo quattro anni di mandato, l’assessore sembra non distinguere ancora il ruolo della politica da quello degli uffici tecnici».
«È una lacuna che, a questo punto della legislatura, preoccupa. È bene ricordare che la politica ha compiti precisi: programma gli interventi attraverso il Piano Triennale delle Opere Pubbliche, definisce le linee strategiche e, soprattutto, reperisce le risorse finanziarie — tra bilancio, bandi e mutui — necessarie sia per la progettazione sia per l’esecuzione dei lavori. Una volta appaltata un’opera, la gestione passa ai dirigenti e ai tecnici comunali. Sostenere che un assessore “gestisca le maestranze” o “coordini i rincari” è una rappresentazione suggestiva, ma tecnicamente errata: queste responsabilità competono ai Responsabili Unici del Progetto (Rup) e ai direttori dei lavori. Se un assessore trascorre le giornate in cantiere a coordinare operai, allora il problema è duplice: o manca il personale tecnico, oppure c’è un eccesso di protagonismo».
«Un punto deve essere chiaro: tutte le opere pubbliche inaugurate in questi anni dall’attuale Amministrazione sono il risultato delle scelte politiche, della programmazione e della copertura finanziaria garantite dalla mia maggioranza. Dal Ponte San Carlo al Palascherma, passando per il Teatro Moriconi e le scuole, non si tratta di semplici desideri, ma di progetti nati, finanziati e avviati sotto la mia guida. L’attuale Amministrazione si è limitata a fare ciò che ogni successore dovrebbe fare: non ostacolare il lavoro già impostato e portare a compimento interventi decisi da altri».
«Le uniche opere su cui questa maggioranza ha avuto un reale margine di intervento politico sono quelle legate al Pnrr come il San Martino e l’ex Cascamificio. Ed è proprio qui che emergono le criticità. Nel caso del Cascamificio, la scelta progettuale definitiva appare profondamente discutibile: un’occasione storica che rischia di essere sprecata con soluzioni che definirle inadeguate è fin troppo indulgente».
«Ma il dato più preoccupante riguarda i tempi: sono trascorsi quattro anni, le scadenze stringenti del Pnrr si avvicinano, e non si vedono segnali rassicuranti sull’avanzamento dei lavori. Piuttosto che attaccare in modo scomposto chi ha costruito le basi di questi interventi, l’assessore dovrebbe riconoscere il lavoro svolto. Se non avesse trovato progetti già approvati e risorse completamente stanziate — di cui si è appropriata politicamente con notevole disinvoltura — il suo mandato rischierebbe di essere ricordato come privo di risultati».
«Le suggerisco, quindi, di concentrarsi su ciò che resta da fare: perché continuare a confondere la propaganda con la gestione amministrativa rischia di portarla a fine mandato con molta visibilità, ma non per meriti legati alla propria azione politica o amministrativa, bensì per un’esposizione impropria, costruita su risultati e percorsi avviati da altri, a fronte di pochi, se non addirittura di alcun concreto apporto politico effettivamente riconducibile alla sua gestione».
L’assessora ai lavori pubblici Valeria Melappioni: «Restituiamo qualità a una città per troppo tempo trascurata»
«Egregio Massimo Bacci, intervengo perché, sebbene il silenzio sia spesso una virtù, la mistificazione della realtà richiede una smentita netta. Non so a quale modello di gestione fosse abituato lei, ma la distanza con il nostro presente è evidente. Sentiamo nel profondo la responsabilità di restituire qualità a una città per troppo tempo trascurata».

«Spesso siamo dovuti ripartire da situazioni frammentate, da lavori parziali o risorse insufficienti, obbligandoci a rivedere gli interventi previsti e ad aggiungere ulteriori risorse: penso ad esempio all’ex cascamificio, alla scuola Borsellino, alla scuola e alla palestra della Lorenzini, al complesso San Martino, al Ponte San Carlo e alla casa di riposo».
«Lo abbiamo fatto non utilizzando la visione dell‘uomo solo al comando, ma con l’impegno a lavorare insieme, coniugando l’indirizzo politico e la competenza tecnica. Sentiamo il peso di questa missione ogni giorno ed è per questo che troviamo sterile ogni tentativo di cercare la zizzania: chi ha a cuore il bene della comunità unisce le forze, non divide. Noi lavoriamo solo per fare bene e per dare risposte concrete a una cittadinanza a cui dobbiamo chiarezza».
«Non ci interessano i personalismi e la volontà di mistificazione: continuiamo a lavorare uniti, avvalendoci dell’alta competenza tecnica presente in Comune, perché la programmazione, che lei suggerisce essere l’unico atto di responsabilità dell’amministrazione, diventi un beneficio reale».
Sulla questione anche l’affondo della civica Per Jesi
«Le recenti dichiarazioni dell’assessora ai lavori pubblici e all’urbanistica, Valeria Melappioni, impongono una presa di posizione chiara anche da parte della nostra lista civica che pur non avendo fatto parte della precedente Amministrazione sente il dovere di ristabilire la verità dei fatti ma soprattutto invita l’attuale Amministrazione a concentrare le proprie energie sull’oggi e sul futuro di questa città piuttosto che continuare a governare accampando scuse sul passato».
«Diciamolo con chiarezza: c’è una differenza sostanziale tra chi eredita progetti finanziati e cantierabili per diversi milioni di euro e chi, in altre esperienze, si è trovato a gestire debiti fuori bilancio per oltre 3 milioni di euro per contenziosi ereditati senza peraltro prevederne i necessari accantonamenti. Definire finanziamenti casuali le risorse pubbliche lasciate da precedenti Amministrazioni, dati alla mano, rischia di diventare un j’accuse, ma rispetto alla propria incapacità di intercettarne di nuovi».
«È per questo che suggeriamo all’assessora maggiore equilibrio e umiltà nelle valutazioni. Perché nessuno dovrebbe dare lezioni, ma chi governa ha il dovere di confrontarsi con i propri risultati. E su questi ultimi, il nostro giudizio è ampiamente insufficiente».
«Di seguito citiamo alcune situazioni che abbiamo da tempo attenzionato, ma sulle quali ad oggi non c’è ancora una risposta certa. Il cavalcavia di Viale della Vittoria, a poco più di due anni dalla ristrutturazione, presenta gravi criticità che non possono essere ignorate. Così come le infiltrazioni in strutture come la Palestra Carbonari e la bocciofila di via La Malfa, che non risultano episodi isolati ma segnali che richiedono interventi risolutivi, non solo ipotesi teoriche».
«Per non parlare delle cosiddette sperimentazioni sulla viabilità: dagli incroci con spartitraffico provvisori lasciati lì da più di tre anni, alle rotatorie lunari. Tutte scelte che incidono sulla quotidianità dei cittadini e meritano valutazioni puntuali sulla loro efficacia. Oltre alla cura e alla manutenzione delle strade, che a Jesi è gravemente carente sotto ogni punto di vista. Infine, il progetto su Viale della Vittoria».
«Uno stravolgimento di 300 metri del principale asse viario a fronte di un indebitamento di 2 milioni di euro, quello sì, assolutamente non casuale. Non ci sovvengono altri progetti pensati e avviati da questa Amministrazione e non sappiamo se la scelta di lasciare questi in eredità sia casuale, ma purtroppo per la città sappiamo benissimo come i debiti che ne deriveranno saranno purtroppo più che certi».
(ti.fe.)
(foto in primo piano, cantiere al complesso San Martino)
© riproduzione riservata


