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Vinitaly Le Marche a Verona con 106 cantine espositrici
Un settore, quello del vino marchigiano, che è cresciuto nell’export: superati 587 milioni di euro nel 2024, facendo registrare un +4%
Ancona – Le Marche al Vinitaly di Verona con 106 cantine espositrici, di cui 50 aziende all’interno della collettiva regionale, organizzata in collaborazione con Imt – Istituto marchigiano di tutela vini (presente con 42 cantine) e il Consorzio tutela vini piceni (presente con 8). Lo stand è di 1.000 mq, nel Padiglione 7 (stand C6-C9).

Al piano terra gli spazi sono dedicati al business e alle singole imprese, con un’area dedicata a degustazioni guidate, masterclass e incontri tematici. Al primo, torna la Terrazza Marche: 250 mq dove sono proposte, in degustazione libera, 212 etichette, con un’area dedicata agli eventi istituzionali e al racconto del territorio.
Un settore, quello del vino marchigiano, che è cresciuto nell’export: superati 587 milioni di euro nel 2024, facendo registrare un +4%.
«Le Marche – commenta il presidente della Regione, Francesco Acquaroli – sono a Vinitaly con l’orgoglio di rappresentare un territorio che fa della qualità la propria cifra distintiva. Le nostre eccellenze vitivinicole nascono da un legame profondo con la terra, dalla cura dei dettagli e da una tradizione che si rinnova attraverso l’innovazione. In ogni calice raccontiamo non solo un prodotto, ma un’identità fatta di paesaggi unici, competenze e passione. È questa sintesi tra autenticità e visione che rende le Marche sempre più riconoscibili e competitive sui mercati nazionali e internazionali».
Per il vicepresidente e assessore all’agricoltura delle Marche, Enrico Rossi, «il Vinitaly si conferma uno degli hub internazionali più importanti per le relazioni commerciali del settore. A Verona la nostra regione porta soprattutto una proposta capace di rappresentare la pluralità del territorio, legando sempre più il vino all’identità dei luoghi. Il settore vitivinicolo regionale deve diventare sempre di più ambasciatore del nostro paesaggio, della nostra qualità e di un sistema territoriale nel quale anche l’enoturismo può contribuire in modo concreto alla redditività delle imprese».
Le Marche del vino possono contare su un’ossatura prevalente di piccole e medie imprese (sono 14.000 le aziende vitivinicole) per una superficie di oltre 17.500 ettari e un primato sul fronte del bio, con quasi il 40% dei vigneti certificati organic, che proiettano la regione al primo posto in Italia.
«Fra gennaio e marzo di quest’anno i dati dell’imbottigliamento delle 16 denominazioni legate al nostro consorzio sono cresciuti del 4% tendenziale – afferma Michele Bernetti, presidente Imt -. È un segnale positivo, che ci invita a guardare al futuro con fiducia, benché i conflitti internazionali potrebbero nei prossimi mesi portare a un aumento dei costi per le imprese».
Fiducioso anche Simone Capecci, presidente del Consorzio vini piceni, che nella prima giornata di Vinitaly ha presentato il nuovo logo consortile.
«Le Marche del vino sono costituite da tante piccole aziende, che producono qualità ed è innalzando l’offerta sul fronte qualitativo che si riesce a rispondere a un mercato del vino in evoluzione, dove si beve meno, ma meglio. E Vinitaly resta una piattaforma strategica per creare nuove opportunità».
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