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Cronaca

Jesi Festa della Repubblica, «nata dal fortissimo desiderio di pace»

La deposizione della corona di alloro in Piazza Indipendenza e gli interventi del sindaco Lorenzo Fiordelmondo e dell’on. Laura Boldrini

Jesi – La cerimonia ufficiale in Piazza Indipendenza è stato il coronamento delle celebrazioni per la Festa della Repubblica, celebrazioni iniziate venerdì scorso con la consegna della Costituzione ai neo diciottenni jesini, presso Casa Avis.

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Alla deposizione della corono di alloro, davanti al Monumento dei Caduti, è seguito l’intervento del sindaco Lorenzo Fiordelmondo che ha poi lasciato la parola all’on. Laura Boldrini, ospite della mattina, momenti istituzionali accompagnati dalle note della Banda musicale cittadina “G.B. Pergolesi”, ai quali hanno preso parte i componenti della Giunta e i rappresentanti delle Forze dell’ordine.

«La Repubblica è ben fissata negli spazi della Costituzione e dell’Assemblea costituente e richiede la consapevolezza di un patto sociale – ha detto il primo cittadino -, la nostra Costituzione chiede di essere accolta come lettera viva, la democrazia esiste solo se è data dalla salubrità del suo patto sociale».

«Restiamo aggrappati a questa Repubblica testa e cuore. Una Repubblica che ancora profuma di grano e di pane», ha aggiunto introducendo l’intervento dell’on. Boldrini, ringraziandola per i volumi storici dell’Assemble Costituente che nel 2015 donò al Comune di Jesi e che, è stato deciso dalla Giunta, saranno esposti nella Sala consiliare.

«Ho abitato qui e questa città ha un significato particolare per me», ha detto l’on Boldrini nel suo discorso, ripercorrendo il ruolo fondamentale che il voto delle donne ha avuto per la Repubblica.

«Celebrare oggi l’80esimo anniversario della Repubblica significa riannodare il filo di un percorso di libertà iniziato con quella primavera di democrazia del 1946. Allora, quasi 13 milioni di donne scardinarono il pregiudizio patriarcale che le voleva escluse dalla vita politica e subalterne, dimostrando un’autonomia di pensiero che fu determinante per la vittoria della Repubblica e per il progresso dell’intera società».

«Le donne votarono, ma furono anche elette. Ed è per onorare le Madri costituenti e le prime sindache che da Presidente della Camera ho voluto che a Montecitorio nascesse la Sala delle Donne».

«Quel 2 giugno, animati da un fortissimo desiderio di pace, milioni di italiani e italiane vollero riprendere in mano il loro destino andando a votare in massa: l’89 % degli aventi diritto si recò alle urne».

«Onoriamo quindi le Madri e i Padri Costituenti non solo con la memoria, ma anche con una incisiva azione politica, contrastando l’attuale sistema sempre più basato sull’uso della forza, affinché l’obiettivo di una società giusta e sicura diventi finalmente realtà per tutte e tutti».

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Dopo la cerimonia, la visita alla Sala Consiliare del Comune per mostrare all’onorevole l’esposizione dei volumi dell’Assemblea Costituente.

In serata, sempre in occasione della Festa della Repubblica, l’appuntamento con il Flash Mob alle 18, in Piazza Pergolesi, organizzato dalla “Rete Studenti Medi” e da “Jesi per la Palestina” con la finalità di promuovere la pace, è stato rimandato a causa della pioggia.

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