Opinioni
Jesi Daniela Cesarini: fatta chiarezza sull’eredità
Jesi in Comune: «Dopo le polemiche, le notizie false, i commenti indecenti sui social scritti anche da chi non la conosceva, la sua storia, la sua visione del mondo e, tantomeno, gli atti amministrativi che si sono susseguiti in questi 13 anni, è stato importante riportare la verità, con i fatti, gli atti, i documenti»
Jesi – Martedì scorso si è tenuta la seduta della commissione di controllo e garanzia sul tema dell’eredità Cesarini.
Vogliamo ringraziare il Presidente Francesco Rossetti per averla convocata, perché, dopo le polemiche, le notizie false, i commenti indecenti sui social scritti anche da chi non conosceva Daniela, la sua storia, la sua visione del mondo e, tantomeno, gli atti amministrativi che si sono susseguiti in questi 13 anni, è stato importante riportare la verità, con i fatti, gli atti, i documenti.
E allora, la cosa più importante che è emersa con chiarezza è che questa Amministrazione ha deciso che, oltre all’appartamento al piano terra del complesso San Nicolò, l’eredità di Daniela venisse utilizzata anche per creare un’altra struttura per persone con disabilità, anche motoria, al San Martino.
E questo in coerenza con il testamento di Daniela Cesarini e con quello che abbiamo sempre detto e sostenuto noi, le associazioni che si occupano di questi temi e la Onlus che porta il nome di Daniela.
E quindi, quando ci siamo trovati ad amministrare la città, una delle prime questioni che abbiamo voluto affrontare è stata proprio quella dell’eredità Cesarini, per poter dare piena attuazione alle sue volontà.

Grazie a un lavoro di rete con gli enti, le cooperative e tutte le persone che si sono adoperate perché si potesse raggiungere insieme un risultato importante, è stato costruito un percorso di personalizzazione della struttura in base alle persone che avrebbero dovuto abitarla e si è, quindi, riusciti a fare in modo che nell’appartamento al San Nicolò una persona in sedia a rotelle riuscisse a viverci.
E, contemporaneamente, si è deciso di realizzare un’ulteriore struttura per altre persone con disabilità anche motoria.
Utilizzando il resto dell’eredità Cesarini e anche ulteriori fondi propri del Comune e dell‘Asp.
A fronte di questo traguardo di cui siamo orgogliosə, è stato però utile ripercorre tutte le tappe amministrative, grazie anche al lavoro prezioso degli uffici comunali, per ricordare che:
nel 2015 la precedente Amministrazione aveva deciso di realizzare la struttura voluta da Daniela in una porzione del monastero delle Clarisse a San Marco, per poi, nel 2019, dopo 4 anni, e dopo aver fatto ulteriori valutazioni tecniche, cambiare idea e aderire alla proposta avanzata dai proprietari dell’immobile denominato Complesso San Nicolò di acquistare una porzione a piano terra di quell’immobile per adibirla a casa famiglia.
Fu lì che, facendoci portavoce delle associazioni che avevano proposto delle osservazioni al progetto, come JiC evidenziammo alcune criticità.
La prima: che tipo di persone si volevano ospitare in quella struttura? Perché, per come era stata prevista, lì dentro due persone in sedia a rotelle non sarebbero state in grado di muoversi in libertà.
E ci sembrava assurdo che tutta l’eredità di Daniela fosse impiegata per realizzare una struttura in cui le persone come lei, in sedia a rotelle appunto, non potessero vivere insieme.
Ma a questa domanda nessuno della precedente Amministrazione, tanto meno l’allora assessora ai servizi sociali (oggi consigliera Quaglieri), ha mai risposto.
La seconda: perché il Comune voleva comprare proprio quell’immobile che, al momento della decisione e al momento della stipula del contratto preliminare, era gravato da ipoteca giudiziale e da pignoramento? Perché a fronte di questa evidente complicanza e dell’incertezza sull’esito di un’asta immobiliare, non si sono cercate soluzioni alternative?
Neanche rispetto a questo, all’epoca, abbiamo avuto risposte.
Alla luce di tutto questo crediamo sia utile anche confrontare quello che certi esponenti politici scrivono sui social e quello che dicono poi quando c’è la possibilità di confrontarsi nelle sedi istituzionali, quando e se sono presenti.
Perché visto che Jesiamo si permette di scrivere, senza ritegno, che “Jesi in Comune ha voluto per sé gli altri 700mila euro dell’eredità Cesarini per la realizzazione di un’altra casa famiglia al complesso San Martino” per poi concludere chiedendo “se c’è ancora un’etica”, in commissione, ci saremmo aspettati che la capogruppo della stessa forza politica rivendicasse quelle posizioni, quelle affermazioni.
E invece, il nulla…
E veniamo alla polemica peggiore, quella alimentata sempre da Jesiamo e poi ripresa da qualche altro leone da tastiera, che pur di buttare tutto nella propaganda politica, perde di vista il rispetto delle persone, anche quelle con disabilità, e cioè quella sul nome dell’appartamento realizzato con una parte dell’eredità di Daniela.
All’interno di un percorso e di un progetto di autonomia che riguarda l’appartamento in Piazza Pergolesi (ma anche altre due strutture) sono state proprio le persone che andranno ad abitare quegli spazi a scegliere il nome da dare alla loro casa, alla loro comunità.
E i ragazzi dell’appartamento al San Nicolò hanno scelto di chiamarlo Friends & Co, dando così valore a quel sentimento così importante e profondo che è l’amicizia, innanzitutto quella che li lega.
E, se qualcuno di quelli che si indignano per la mancata intitolazione dell’appartamento a Daniela Cesarini, si fosse preso la briga di essere presente all’inaugurazione di questo progetto, avrebbe potuto verificare che, accanto al nome dell’appartamento, c’è un’altra targa, voluta e realizzata dalla Onlus Daniela Cesarini Liberamente, con su scritto
“Casa di Daniela
Ognuno vada dove vuole andare
Ognuno invecchi come gli pare
Ma non raccontare a me che cos’è la libertà”
Crediamo non possa esserci chiosa migliore.
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