Opinioni
Fabriano «Sbalzi e interruzioni dell’alimentazione elettrica, chiediamo chiarezza»
I sindacati chiedono risposte per i lavoratori affinché il sito di Fabriano continui a rappresentare realtà strategica per Fedrigoni
Fabriano – Negli ultimi giorni sono apparse sulla stampa alcune dichiarazioni riguardanti il recente blackout che ha interessato lo stabilimento Fedrigoni di Fabriano e il tema dell’autonomia energetica del sito produttivo.
Come SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPC UIL, riteniamo opportuno ribadire con chiarezza che la tutela dell’occupazione, della salute e sicurezza dei lavoratori, della continuità produttiva e del futuro dello stabilimento rappresentano da sempre una priorità della nostra azione sindacale.
I recenti episodi hanno inevitabilmente acceso l’attenzione su aspetti importanti che meritano di essere affrontati con serietà, responsabilità e competenza. Per questo continuiamo a confrontarci con l’azienda nei tavoli sindacali, chiedendo informazioni puntuali sulle cause degli eventi verificatisi, sulle misure adottate nell’immediato e sugli investimenti necessari affinché situazioni analoghe possano essere prevenute in futuro.
Nel corso degli ultimi incontri sindacali l’azienda ha illustrato alcuni elementi riguardanti lo stato degli impianti, gli interventi programmati e le strategie industriali per il sito di Fabriano. Come organizzazioni sindacali continueremo a verificare che agli impegni assunti corrispondano azioni concrete, mantenendo alta l’attenzione sulla sicurezza degli impianti, sulla continuità produttiva, sugli investimenti e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali.
A questo si aggiunge una preoccupazione che riteniamo doveroso rappresentare. Alla luce dei ripetuti sbalzi e delle interruzioni dell’alimentazione elettrica registrati negli ultimi tempi, chiediamo all’azienda di fare piena chiarezza anche sulle prospettive dell’assetto energetico del sito. Dopo la vendita di una delle due turbogas, riteniamo fondamentale garantire la piena efficienza e l’affidabilità dell’unica turbogas oggi presente nello stabilimento, affinché continui ad assicurare l’autonomia elettrica del sito. La nuova caldaia garantisce infatti la produzione di vapore, ma non quella di energia elettrica; eventuali criticità sulla rete o sull’impianto di cogenerazione potrebbero quindi determinare fermi produttivi con pesanti ricadute economiche e occupazionali non solo su Fabriano, ma anche sugli stabilimenti di Rocchetta, Pioraco e Castelraimondo, strettamente collegati tra loro.
Guardiamo quindi con particolare attenzione ai prossimi appuntamenti già programmati con il management del Gruppo. Nell’incontro del 16 luglio, al quale sarà presente Jacques Joly, e nella successiva visita prevista a fine mese di Fulvio Capussotti, ci aspettiamo risposte concrete non solo sul tema dell’autonomia energetica e degli investimenti, ma più in generale sulle prospettive industriali del sito di Fabriano. Le stesse risposte che continuiamo a chiedere anche per il reparto E-Close, che ha già subito il fermo di tre macchine su cinque, oltre alla perdita del ciclo continuo nel corso dell’anno e nel quale opera un numero elevato di lavoratori in somministrazione, ancora oggi privi di certezze sul proprio futuro. È indispensabile conoscere quali siano le strategie del Gruppo e le prospettive di sviluppo di questo reparto, affinché venga garantita continuità occupazionale e produttiva.
Le nostre preoccupazioni nascono anche dal difficile percorso che il territorio ha già dovuto affrontare con la chiusura della società Giano, una vicenda che ha coinvolto 195 lavoratrici e lavoratori e che ha lasciato un segno profondo nell’intero comprensorio. Proprio per questo riteniamo indispensabile che ogni scelta industriale e ogni investimento strategico siano affrontati con la massima trasparenza e con un confronto costante con le organizzazioni sindacali, affinché non si ripetano situazioni che possano compromettere il futuro occupazionale e produttivo del territorio.
Riteniamo che temi di questa importanza debbano essere affrontati con senso di responsabilità, trasparenza e competenza, evitando semplificazioni o ricostruzioni parziali che rischiano di generare inutili preoccupazioni tra i lavoratori senza contribuire concretamente alla soluzione dei problemi.
In un momento così delicato, il ruolo del sindacato deve essere quello di informare correttamente i lavoratori, confrontarsi con l’azienda sulla base di dati oggettivi e lavorare per individuare soluzioni concrete. I lavoratori hanno bisogno di risposte, investimenti e prospettive.
SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPC UIL continueranno a rappresentare con responsabilità gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, vigilando affinché il sito produttivo di Fabriano continui a rappresentare una realtà strategica per il Gruppo Fedrigoni e per l’intero territorio
SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPC UIL
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