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Scorcelletti I cento anni di Jolanda, una vita fuori dagli schemi e piena di affetto – Video
Nata a Matelica il 5 luglio 1926 ha festeggiato al Circolo circondata da familiari, amici e Amministrazione comunale di Maiolati Spontini
Scorcelletti – Cento anni di vita, di strade percorse, di scelte coraggiose e di affetti custoditi con la forza semplice delle persone vere.
Ieri, domenica 5 luglio, il Circolo di Scorcelletti si è riempito di sorrisi, ricordi e commozione per festeggiare Jolanda Cola, nata a Matelica il 5 luglio 1926 e arrivata al traguardo del secolo con lucidità, ironia e quella luce negli occhi di chi ha attraversato il tempo senza mai perdere il proprio carattere.


Accanto a lei un folto gruppo di familiari, nipoti, pronipoti e anche la piccola Chiara, sette mesi, che ha reso Jolanda trisnonna. Presenti anche il sindaco Sebastiano Mazzarini, la vice e assessora ai servizi sociali, che l’hanno omaggiata con una pergamena ricordo del centenario, Roberta Romagnoli, il presidente della Fondazione Gaspare Spontini Paolo Perticaroli, i rappresentanti del Circolo di Scorcelletti con il presidente Cesarino Cardinali, il parroco di Castelbellino Stazione, don Paolo Tomassetti e Leonardo Testadiferro per la Protezione Civile di Maiolati Spontini.

Quella di Jolanda è una storia che attraversa luoghi e generazioni. Da giovane visse a Braccano, frazione del Comune di Matelica, dove conobbe l’uomo che sarebbe diventato suo marito. Un amore non semplice, almeno per l’epoca: lui proveniva da una famiglia numerosa, otto figli, mentre quella di Jolanda era molto più piccola.
Le resistenze non mancarono, ma lei, già allora, mostrò il suo carattere. I due fecero una piccola fuitina, una fuga d’amore come si usava raccontare un tempo, senza clamore ma con una decisione che avrebbe segnato tutta la sua vita.
«Quando le chiedevamo se avesse le foto da sposa – raccontano in famiglia – rispondeva: Ma quale sposa, toccava stare zitti e scappare via».

Ribelle, indipendente, moderna per quel tempo.
Jolanda viaggiava, fumava, guidava la Vespa, si muoveva con una libertà non scontata per una donna della sua generazione. Dopo Braccano arrivò il periodo a Brondolato, piccolo paese tra Matelica e Castelraimondo, poche case e tanti ricordi. È lì che, secondo il racconto di famiglia, conobbe anche un giovanissimo Renato Zero, che da Roma veniva in vacanza in quel borgo e giocava con suo figlio. Jolanda gli comprava la cioccolata a panetto nello spaccio del paese, e lo scorrazzava insieme al figlio sul suo Ape.
Poi il trasferimento a Jesi, che allora sembrava lontanissima. «Ci si spostava in bici, ne avevano una tre», ricorda la nipote Sonia.
In via Ancona, Jolanda gestì con il marito una pompa di benzina e un autolavaggio, attività che contribuì alla costruzione del futuro della famiglia. Prima ancora, il marito era stato anche in Belgio per lavorare e mandare soldi a casa. Successivamente la coppia arrivò nel Comune di Maiolati Spontini, a Scorcelletti, e Jolanda lavorò in una fabbrica a San Paolo di Jesi fino alla pensione. Il marito morì giovane, a soli 56 anni, ma lei continuò ad andare avanti con la forza di sempre.

A Scorcelletti Jolanda si è inserita subito nella comunità, diventando una presenza discreta ma concreta.
«Nonna Jolanda ha aiutato sempre tutti – racconta la nipote Sonia – nei campi, il pescivendolo, chiunque ne avesse bisogno. Ricordo che avevamo sempre casa piena di frutta e verdura che i vicini portavano per contraccambiare, sapeva farsi voler bene». Un modo di vivere fatto di relazioni, vicinanza, mani tese e porte aperte.

Molto forte il legame con le tre nipoti, Sonia, Monica e Antonella, e con i pronipoti Alessandro, Michele e Nicolas. «È stata e continua a essere una nonna sempre presente – ha spiegato la nipote Monica –, dotata di un forte senso di protezione e di un’indole che la porta a dare sostegno e supporto».
Jolanda ha vissuto anche dolori profondi, dalla perdita del marito a quella del figlio Giancarlo Lacchè, scomparso cinque anni fa e conosciuto a Maiolati Spontini per il suo impegno nella Protezione Civile.

Nel corso della festa il sindaco Sebastiano Mazzarini ha definito Jolanda una donna straordinaria.
«Il suo esempio di vita – ha detto – è un patrimonio per tutti noi: testimone dei tempi e dei cambiamenti, portatrice di memoria, valori e saggezza che continuano a illuminare le nuove generazioni».
La vice sindaca e assessora Roberta Romagnoli ha sottolineato l’impegno dell’Amministrazione comunale «volto a garantire il benessere e la qualità della vita di tutte le persone della terza età, come Jolanda, che rappresentano un patrimonio prezioso per la nostra società».

Jolanda, da parte sua, ha accolto l’affetto di tutti con emozione e semplicità. «Non me lo aspettavo di vedere tutta questa gente qui per me», ha detto sorridendo. E a chi le chiedeva se fosse stanca, ha risposto con la felicità negli occhi: «No, no».
Una penna con inciso “Jolanda 100 anni” in dono a tutti i presenti, con l’augurio a tutti di scrivere ancora tante belle pagine di storia come le sue.
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