Opinioni
Jesi Apre Amazon, «tra risposte non date e genuflessioni servili»
Rifondazione comunista: «Avvio pieno di domande e d’incertezze riguardanti la viabilità nell’intera Vallesina, l’impatto di una possibile nuova residenzialità sugli affitti e sui servizi, il peso di questi sui bilanci pubblici, le relazioni sindacali che comporterebbero un confronto sia sulle attività sia sulle relazioni territoriali»
Jesi – Oggi inizia l’attività del mega hub Amazon di Jesi, le molte chiacchiere e i pochi fatti delle istituzioni locali, del Governo regionale, dei soggetti sociali interessati, in primis, purtroppo le organizzazioni sindacali, fanno di questo avvenimento, più volte salutato da quei pulpit come “l’inizio di una nuova epoca per il nostro territorio”, un avvio pieno di domande e d’incertezze che non hanno trovato ancora risposta.
I problemi che riguardano la viabilità nell’intera Vallesina, l’impatto di una possibile nuova residenzialità sugli affitti e sui servizi, il peso di questi sui bilanci pubblici, per non dire delle relazioni sindacali che comporterebbero un confronto sia sulle attività sia sulle relazioni territoriali.
Era necessario e non è stato fatto, un tavolo sociale e istituzionale che avesse elaborato una vera e propria piattaforma con la quale affrontare con quell’azienda il tema, che la nostra Costituzione indica, della responsabilità sociale dell’impresa in termini di doveri ed oneri.
Era necessario e non è stato fatto un coordinamento delle istituzioni locali capace di pretendere le infrastrutture e i servizi (fermata ferroviaria, sistemazione della viabilità, trasporto pubblico, azioni per garantire affitti calmierati, misure utili a rafforzare i servizi sanitari e scolastici).
Al contrario ogni Comune di questo territorio ha “tirato a campare” e pensato al suo particulare con meschine furberie e imbarazzanti abracadabra raccontati post festam.
Oggi tante e tanti lavoratori (anche qui il dato è incerto) cominceranno questa nuova avventura, per molti è una speranza, per altri l’interruzione di mesi e mesi di disoccupazione, motivazioni che non possono che essere accompagnate dall’augurio più fraterno.
Quei cancelli però vanno varcati a testa alta e chi entra dovrebbe sentire che ha attorno l’impegno di una società civile che li incoraggia a testimoniare la loro dignità e li sosterrà a difendere i loro diritti, a cominciare da quello di un contratto a tempo indeterminato, che il colosso statunitense ha tanto sbandierato e che non riguarda, speriamo solo per adesso, gran parte dei lavoratori che iniziano oggi.
Del resto aver sottratto le strutture pubbliche dalla selezione del personale non ha aiutato né la trasparenza né la tranquillità dei lavoratori che hanno vi hanno partecipato.
Ci auguriamo che finisca il tempo della retorica e della genuflessione e inizi quello dell’impegno a dare ai lavoratori e ai cittadini del nostro territorio le risposte richieste e, soprattutto che la mobilitazione sociale trovi su questi temi motivo di studio, di impegno e di proposta, grandi claud come Amazon sono abituati a comandare e a sorprendere, meglio prepararsi, visto che qualche fantasioso parla della magnificenza dei Data Center, hai visto mai che tanta benevolenza fin qui dimostrata non possa suggerire alla corte di Bezos di piazzame uno proprio qui?
Rifondazione Comunista – Federazione provinciale di Ancona
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