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Cupramontana L’Etichetta d’Oro celebra il racconto del vino: 157 candidature sei vincitori
Il Premio nazionale conferma la sua crescita con partecipanti da quindici regioni e San Marino, le vincitrici entreranno nella collezione del museo insieme alle opere insignite delle menzioni speciali
Cupramontana – Un’etichetta non è soltanto ciò che riveste una bottiglia, ma il primo racconto di un vino: parla del territorio, dell’impresa, delle persone e della creatività che ne accompagnano la nascita.
È questo il messaggio emerso dalla cerimonia della 32ª edizione del Premio Nazionale Etichetta d’Oro, ospitata sabato 27 giugno al Museo Internazionale dell’Etichetta del Vino, nella Sala del Torchio, organizzato da Comune e dal Museo con il patrocinio Aiap (Associazione italiana design della comunicazione visiva), e la collaborazione della ProCupra e delle Associazioni Strada del Gusto e Altoo.

Un’edizione da record, con 157 candidature provenienti da tutta Italia, il numero più alto mai raggiunto nella storia del concorso nato nel 1993 e dedicato alla comunicazione visiva applicata alle etichette di vini, birre, liquori e distillati. Il patrocinio di Aiap ne sottolinea il valore culturale e progettuale, riconoscendone il contributo alla diffusione della qualità nel design della comunicazione visiva.

Ad aprire la serata, condotta da Claudia Pierangeli, è stato il sindaco Enrico Giampieri, che ha sottolineato il valore assunto negli anni dalla manifestazione.

«Celebriamo molto più di un concorso – ha affermato –, celebriamo un’idea che da oltre trent’anni continua a rinnovarsi senza perdere la propria identità e che ha trasformato Cupramontana in un punto di riferimento nazionale per la cultura del vino, del design e della comunicazione visiva».
Il Sindaco ha ricordato come il risultato raggiunto non rappresenti soltanto un dato statistico, ma la conferma dell’autorevolezza conquistata dal Premio.
«Cupramontana è conosciuta come Capitale del Verdicchio, ma è anche un luogo dove il vino incontra la cultura, la tradizione dialoga con l’innovazione e il design diventa ambasciatore del territorio».

Enrico Giampieri ha quindi annunciato l’impegno dell’Amministrazione comunale a far crescere ulteriormente l’iniziativa, rendendola sempre più internazionale e capace di attrarre talenti e nuove idee: «Investire nella cultura significa investire nel futuro di una comunità».
La giuria, composta da Laura Bortoloni, Silvia Masetti, Marco Goran Romano, Lucia Roscini e Maddalena Menichella, ha dovuto scegliere tra progetti caratterizzati da un livello qualitativo particolarmente elevato. Marco Goran Romano ha evidenziato la crescita del concorso, che quest’anno ha raccolto candidature da quindici regioni italiane e dalla Repubblica di San Marino.
Proprio la qualità delle opere ha portato all’introduzione di sei menzioni speciali per coloro che si sono distinti per originalità, qualità grafica e cura della realizzazione.
- Birre — “Pils” di Birrificio Veneto, progetto grafico Ey Studio
- Vini Rossi — “Radice 64” di Augusta da Malintrada, progetto grafico di Elisa Altan
- Distillati & Liquori — “Daddy” di Fema Srls, progetto grafico di D’Aroma Studio
- Spumanti — “Respira” di Borgo Dus, progetto grafico Elisa Altan
- Vini Bianchi — “Argine Bianco” di Terén, progetto grafico di Antonio Calandra / Otium
- Vini Rosati — “Tenute Testarde” di Tenute Testarde, progetto grafico di D’Aroma Studio

I premiati
Per la categoria Birre il premio è stato assegnato a “Rot Prism” di Edit (Condivido SpA), progetto grafico di Ikigai Media
Nei Distillati e liquori ha vinto “Sorbole” di Distillering Srl, progetto grafico di Massimo Pastore
Tra i Vini spumanti si è imposto “Sincērus” di Altea Società Agricola Srl, progetto grafico di Antonio Calandra / Otium, mentre per i Vini bianchi “IGT Emilia Grechetto Gentile Frizzante” di Azienda Agricola Vitivinicola ZAZACA’, progetto grafico di Massimo Pastore
Il riconoscimento per i Vini rosati è andato a “Rosel” di Azienda Francesco D’Agostino, progetto grafico di Studio La Regina A conquistare la categoria Vini rossi è stato invece “Le Ramie” di L’Autin, progetto grafico di Blank Spaces Srl, apprezzato per la doppia etichetta capace di svelare un secondo livello narrativo.

Le opere premiate entreranno ora nella collezione del Museo Internazionale dell’Etichetta del Vino, che custodisce oltre 90mila etichette provenienti da tutto il mondo.
Non resteranno dunque soltanto immagini legate a un prodotto, ma diventeranno testimonianze del modo contemporaneo di comunicare il vino, il lavoro e l’identità dei territori.

«Ogni grande vino nasce in vigna, ma il suo racconto comincia sempre da un’etichetta», con queste parole Claudia Pierangeli ha salutato gli ospiti dando appuntamento alle 33ª edizione.
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