Cronaca
Staffolo Incendio, sotto esame le linee elettriche: «Possibile cortocircuito» – Video
L’ipotesi è che le fiamme possano essere partite in prossimità di alcuni cavi elettrici, interessata ieri una supetficie compresa tra i 20 e i 30 ettari a Coste, sul posto il sindaco Sauro Ragni, Vigili del Fuoco, volontari, Protezione Civile, Carabinieri e Carabinieri Forestali impegnati nel cercare la causa del vasto rogo
Staffolo – «Abbiamo riscontrato alcune criticità sulle linee elettriche e stiamo valutando la possibilità che l’incendio sia stato originato da un piccolo cortocircuito».
A indicare la prima pista seguita per ricostruire le cause del vasto rogo divampato nel pomeriggio di ieri in località Coste, è il brigadiere Luca Deleoni Vitale, comandante del Nucleo Carabinieri Forestali di Jesi-San Marcello.

L’ipotesi è che le fiamme possano essere partite in prossimità di alcuni cavi elettrici e telefonici, per poi estendersi rapidamente alle sterpaglie di un campo di grano già battuto. Saranno tuttavia gli ulteriori accertamenti a chiarire con esattezza l’origine dell’incendio e a verificare eventuali responsabilità di natura colposa.
I Carabinieri Forestali hanno individuato il rogo intorno alle 15.30 durante un servizio di perlustrazione ambientale 1515, raggiungendo in breve tempo la zona e avviando le attività investigative.

«Abbiamo applicato il metodo delle evidenze fisiche, che utilizziamo per determinare le cause degli incendi boschivi attraverso l’analisi delle tracce raccolte sul posto – spiega il brigadiere Deleoni Vitale –. In questo modo è possibile individuare il punto di origine e ricostruire il percorso compiuto dalle fiamme».
Spinto dal forte vento, il fuoco si è propagato dal terreno agricolo alla vegetazione presente a valle, raggiungendo anche un’area calanchiva e boscata. Secondo la stima dei Carabinieri Forestali, il rogo ha percorso circa 15 ettari. Più ampia la valutazione complessiva del sindaco Sauro Ragni, che parla di una superficie interessata compresa indicativamente tra i 20 e i 30 ettari.

Imponente il dispositivo messo in campo per contenere l’incendio. I Vigili del Fuoco del distaccamento di Jesi sono intervenuti con autopompa e mezzo fuoristrada, ricevendo il supporto della squadra boschiva di Macerata, di una partenza proveniente dal Comando di Ancona e dei volontari di Apiro. Complessivamente è stato impegnato personale per circa venti unità.

Alle operazioni da terra si sono aggiunti i lanci effettuati dall’elicottero regionale e dal velivolo dei Vigili del fuoco del Reparto Volo di Pescara. Presenti anche la Protezione Civile di Staffolo e quella di Cerreto d’Esi con il Nos, Nucleo operativo spegnimento, i Carabinieri Forestali e i militari delle Stazioni di Staffolo e Moie, impegnati anche nella regolamentazione della viabilità e nella sicurezza dell’area, affollata da tanti curiosi che si sono soffermati a debita distanza per assistere alle operazioni di spegnimento.

Il cambio di direzione del vento ha reso particolarmente delicate alcune fasi dell’intervento. Le squadre sono state quindi dislocate a protezione delle abitazioni vicine al fronte del fuoco. Le case, nonostante la vicinanza delle fiamme, non sono rimaste coinvolte, anche grazie al tempestivo intervento di due agricoltori che hanno realizzato solchi lungo il terreno per deviare il fronte del fuoco .

La macchina dell’emergenza ha interessato anche la Prefettura di Ancona, la Sala operativa regionale e il Centro Operativo Comunale, (Coc) aperto per coordinare gli interventi di competenza del Comune. Durante la notte appena trascorsa è proseguita l’attività di sorveglianza della zona per individuare eventuali riprese dei focolai e mettere definitivamente in sicurezza l’area.

«Ci siamo attivati fin dalle prime segnalazioni, mantenendo i contatti con la Prefettura, la Sala operativa regionale e tutte le forze presenti – afferma il sindaco Sauro Ragni –. Il Comune è rimasto sul posto e ha garantito la propria collaborazione anche durante le ore notturne».
Dal primo cittadino arriva inoltre un ringraziamento ai soccorritori, ai volontari e a due agricoltori del territorio, Decio Aquilanti ed Emanuele Palpacelli, intervenuti spontaneamente con i propri mezzi.
«Con il trattore e l’aratro hanno realizzato alcuni solchi lungo il terreno, creando delle fasce utili a interrompere l’avanzata del fuoco – sottolinea Ragni –. È stato un aiuto importante e un gesto che testimonia il grande senso civico dei cittadini di Staffolo».
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