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Ancona Fuoco d’artificio gli scoppia in mano, salvati volto e mani di un giovane

L’incidente la sera del 5 gennaio, coinvolto un 14enne trasferito da Macerata a Torrette, l’intervento ricostruttivo effettuato da una equipe multidisciplinare di Chirurgia della mano e Chirurgia plastica dirette dai professori Michele Riccio e Giovanni Di Benedetto

Ancona – La sera del 5 gennaio scorso voleva far esplodere un fuoco d’artificio e, invece, si è ferito al volto, al collo, al tronco e agli arti superiori.

Un 14enne è stato operato d’urgenza all’interno del presidio di Torrette dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche il giorno dell’Epifania. L’intervento ricostruttivo a cui è stato sottoposto ha visto coinvolte una serie di unità operative che hanno collaborato assieme mettendo in campo unequipe multidisciplinare, a partire dalla Clinica di chirurgia plastica e ricostruttiva, diretta dal prof. Giovanni Di Benedetto, e dai colleghi della Chirurgia ricostruttiva e Chirurgia della mano diretta dal prof. Michele Riccio.

Ora il 14enne si trova ricoverato all’interno dell‘Aou delle Marche dove resterà il tempo necessario per il decorso post-operatorio. Le dimissioni, tuttavia, potrebbero avvenire forse già entro questa settimana e presto il giovane potrà riacquistare le sue funzioni compromesse dal grave trauma.

In sala hanno operato il prof. Alessandro Scalise, il dott. Alberto Pau, il dott. Xhoni Gorreja, e la dott.ssa Rebecca Mariani della Clinica di Chirurgia plastica e ricostruttiva, il dott. Francesco Di Francesco e il dott. Pasquale Gravina in servizio presso l’Unità operativa complessa di Chirurgia ricostruttiva e Chirurgia della mano, diretta dal prof. Michele Riccio, coadiuvati dalla dott.ssa Caterina Spurio Venarucci della divisione di Anestesia e Rianimazione dei Trapianti e Chirurgia Maggiore diretta dalla dott.ssa Elisabetta Cerutti.

Il ragazzino, residente nel Maceratese, si è ferito la sera del 5 gennaio scorso e il giorno dopo, attraverso i contatti tra l’ospedale di Macerata e quello di Ancona, è stato portato in sala operatoria in urgenza nel presidio di Torrette dell‘Aou delle Marche. 

Buona parte dell’intervento eseguito dalla Clinica di Chirurgia Plastica è stata dedicata alla gestione dei complessi danni a carico dei tessuti muscolari, nervosi e vascolari del volto interessati dallo scoppio grazie a particolari sistemi di ingrandimento che hanno permesso di recuperare e rimettere in funzione le diverse parti distrutte dallo scoppio.

Particolarmente lungo e complesso il recupero dei tessuti a fronte di numerosi frammenti di polvere esplosiva e materiali vari che avevano colpito il volto. Altro danno al tronco, e soprattutto al volto e al collo, è stato causato dalla ustione legata allo scoppio che ha costretto l’equipe a un attento recupero dei tessuti danneggiati dalle alte temperature sviluppatesi, grazie a macchinari molto avanzati che sono presenti presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche.

Questo per evitare possibili infezioni e future tracce evidenti sul viso. I chirurghi hanno dovuto lavorare a lungo, poi, per ricostruire tutta la parte funzionale, dai tessuti nervosi alla parte muscolare.

Altra complessa ricostruzione è stata quella portata a termine dalla Chirurgia Ricostruttiva e Chirurgia della Mano che ha dovuto procedere a ricostituire i tessuti ossei e quelli molli di entrambe le mani e dell’avambraccio con la complessa procedura di recupero in particolare di tutte le componenti ossee letteralmente esplose

Nonostante ciò, l’abilità e la competenza ben nota della equipe guidata dal prof. Michele Riccio ha permesso una corretta osteosintesi di metacarpi esplosi e il recupero della cute e dei tessuti muscolari delle mani.

(foto in primo piano, l’equipe del prof. Michele Riccio)

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