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Cronaca

Jesi Telefonate minatorie: silenzio domenicale, proseguono le indagini

I Carabinieri stanno procedendo nel più assoluto riserbo in merito agli accertamenti tecnici in corso, l’allarme era scattato nei plessi scolastici di Pianello Vallesina e Moie e al pronto soccorso dell’ospedale “Carlo Urbani”

Jesi – Prima le scuole, poi il pronto soccorso dell’ospedale “Carlo Urbani”. Nel giro di una mancia di giorni, tra Pianello Vallesina, Moie e Jesi, si sono susseguite telefonate dal tono minatorio e delirante.

«C’è una bomba, esploderete tutti», «siamo in dieci, arriviamo dalla Russia e ammazziamo tutti», fino all’ultima chiamata arrivata al triage del nosocomio jesino sabato sorso: «Siamo in cinque, stiamo arrivando, uccidiamo tutti».

Parole, soltanto parole ma pesanti, che hanno fatto doverosamente scattare verifiche e misure di sicurezza. Stando al punto, per ora non si può stabilire con certezza che a telefonare sia stata sempre la stessa persona: in un caso avrebbe parlato un uomo, in un altro una donna. La voce, comunque, sarebbe apparsa in entrambe le circostanze camuffata, probabilmente tramite un’app, e con accento straniero. Gli episodi, secondo quanto emerge, sembrano però riconducibili alla stessa matrice.

Le indagini stanno procedendo a tutto campo e nessun elemento viene escluso dai Carabinieri della Compagnia di Jesi, che stanno interessandosi sia sai tabulati telefonici sia sulle localizzazioni Gps, oltre che agli agganci delle utenze, per risalire all’autore, o agli autori, della sequenza di allarmi.

Il cerchio sembra stringersi, i militari stanno procedendo nel più assoluto riserbo in merito agli accertamenti tecnici in corso per ricostruire con precisione la provenienza delle chiamate e dare un nome e cognome a chi, nel giro di poche ore, ha creato apprensione in più punti della Vallesina e che dovrà rispondere dei reati di procurato allarme, minacce aggravate e interruzione di pubblico servizio. Per i quali è contemplato l’arresto.

Tutto era iniziato mercoledì sera scorso, con una telefonata minatoria alla delegazione comunale di Monte Roberto di Pianello Vallesina, seguita da altre due chiamate rimaste senza risposta.

Tra giovedì e venerdì la sequenza è proseguita nei plessi scolastici di Pianello Vallesina e Moie, prima nella scuola dell’infanzia “Collodi”, dove a saltare era stata la festa di fine anno, con controlli, verifiche e misure di sicurezza da parte dei militari, che avevano dato esito negativo. Venerdì mattina, poi, con la telefonata minacciosa giunta in segreteria erano stati evacuati i 240 studenti della scuola media “Pascoli” di Pianello Vallesina e presidiato dalle Forze dell’ordine il polo Mics di via Venezia, a Moie, sempre per la stessa causa.

A questo quadro si è aggiunta la chiamata al triage del pronto soccorso dell’ospedale jesino: «Siamo in cinque, stiamo arrivando, uccidiamo tutti». La struttura è stata chiusa dall’interno in via precauzionale, con accessi controllati dal personale, fino al cessato allarme senza conseguenze per operatori sanitari e utenti.

Dalle Amministrazioni comunali è arrivato l’appello a evitare la diffusione di informazioni non verificate e a fare riferimento soltanto alle comunicazioni ufficiali dei Comuni e delle autorità competenti.

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