Cronaca
Fabriano Vertenza Electrolux: convocato tavolo del lavoro
Il sindaco di Fabriano: «Servono atti concreti del Governo: una politica industriale per l’elettrodomestico e clausole vincolanti per chi riceve fondi pubblici e poi delocalizza»
Fabriano – È convocato per mercoledì 20 maggio 2026, alle ore 10.30, presso il Palazzo del Podestà, il tavolo comunale del lavoro sulla vertenza Electrolux.
La convocazione è stata disposta dal Sindaco Daniela Ghergo, d’intesa con l’Assessore regionale al Lavoro Tiziano Consoli e con il Sindaco di Cerreto d’Esi David Grillini.
La convocazione del Tavolo arriva nella stessa giornata in cui il Sindaco Ghergo ha preso parte, insieme ai Sindaci David Grillini (Cerreto d’Esi) e Denis Cingolani (Matelica), al presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi.
«Oggi siamo qui, tre Sindaci insieme, a dimostrazione che il territorio è unito — ha dichiarato il Sindaco Daniela Ghergo dal presidio — Non è una vertenza che riguarda un solo stabilimento o una sola città: riguarda un intero distretto, una filiera storica dell’elettrodomestico italiano e la tenuta sociale dei nostri Comuni. Qui non si sta dismettendo un’azienda in difficoltà: si sta spostando una produzione sana in un altro Paese a basso costo del lavoro. Questa fabbrica ha il diritto di restare aperta e questi lavoratori hanno il diritto di mantenere il proprio posto»
Il Sindaco ha richiamato il Governo nazionale al proprio ruolo: «Quando si entra in strategie di carattere internazionale deve intervenire il Governo. La dichiarazione del MIMIT parla di ‘monitoraggio’: ma monitorare non basta. Lo abbiamo già vissuto con Beko: nel frattempo che si monitora, si chiude. Servono atti concreti, non bollettini: una convocazione immediata al MIMIT, un piano di filiera per l’elettrodomestico, ammortizzatori adeguati e un confronto vero con l’azienda».
Sul piano politico, il Sindaco Daniela Ghergo ha sollevato una questione che va oltre il singolo caso: il rapporto tra incentivi pubblici e responsabilità delle multinazionali. «Per oltre un decennio l’Italia ha sostenuto il comparto dell’elettrodomestico con denaro pubblico: basti ricordare i 700 milioni di euro di bonus mobili ed elettrodomestici erogati dal 2013 in poi. Non è più tollerabile che un Paese eroghi incentivi e sostegno alla domanda e poi assista in silenzio mentre i gruppi multinazionali incassano e delocalizzano. Servono clausole vincolanti sull’occupazione e sugli investimenti per chi riceve fondi pubblici, e servono sanzioni quando quelle clausole non vengono rispettate».
L’Amministrazione comunale evidenzia come, dopo la vertenza Beko, l’annuncio Electrolux confermi la necessità di una politica industriale nazionale strutturata a tutela del distretto fabrianese e dell’intera filiera.
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