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Jesi Giornate Fai d’Autunno, la visita alle “Stanze segrete di Betto Tesei”

Circa in 750 hanno partecipato all’iniziativa nel fine settimana, ciceroni gli studenti del Liceo Classico, visitabili anche alcuni ambienti della dimora eccezionalmente aperti al pubblico

Jesi – Sono stati circa 750 i cittadini, provenienti anche da altri Comuni, che hanno partecipato, nell’ultimo fine settimana, alle Giornate Fai d’Autunno promosse dal locale Gruppo Jesi e Vallesina insieme al Comune.

È stata l’occasione per scoprire alcuni ambienti della dimora della famiglia Tesei eccezionalmente aperti al pubblico.

Il percorso, iniziato al piano nobile dalla Galleria degli Stucchi – luogo significativo per introdurre alla conoscenza della storia di palazzo Pianetti Tesei e delle famiglie proprietarie – è entrato nel vivo con la visita alle “Stanze segrete di Betto Tesei“, delle quali sono state evidenziate la struttura architettonica, gli arredi, le peculiarità artistiche e mostrati i dipinti realizzati nella prima metà del ‘900 da Betto Tesei, antenato della famiglia Tesei, famiglia che ancora risiede nel palazzo.

Le visite – che puntavano anche a far conoscere la vivacità artistica che ha da sempre caratterizzato il palazzo dalla metà del ‘700 ai nostri giorni – sono state guidate con  ottima preparazione ed entusiasmo dagli apprendisti ciceroni del Liceo“Vittorio Emanuele II”, studenti dei tre indirizzi Classico, Economico sociale, Scienze umane.

«Ringraziamo tutti coloro che hanno collaborato per la migliore riuscita delle Giornate Fai d’Autunno – ha commentato l’arch. Marta Amata, coordinatrice del Gruppo Fai Jesi e Vallesina – in particolare il personale della Pinacoteca civica, gli 80 alunni del Classico, gli insegnanti, a partire dalla prof.ssa Lucia Zannini che ha coordinato il progetto, e i genitori che hanno avuto la pazienza di aspettare i figli fin oltre le 19.30 per permettere ai tanti presenti, purtroppo non tutti, di visitare le Sale».

«Un pensiero di gratitudine alla famiglia Tesei e in particolare ad Aristide che, con grande disponibilità, ha permesso l’accesso alle stanze, prestandosi anche ad una video-intervista che è stata proposta ai visitatori».

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