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Attualità

JESI / «Lo spostamento della fontana operazione fuori luogo»

Carlo cecchi

L’augurio dell’artista jesino Carlo Cecchi è che piazza Federico II non venga eventualmente adornata con «l’orribile» statua dell’imperatore

JESI, 4 novembre 2020 – «Nessuna strumentazione politica solo estetica ed equilibrio, questo è il senso del mio intervento», in sintesi ciò che Carlo Cecchi (foto in primo piano) ha da dire in merito allo spostamento della fontana dei leoni in Piazza della repubblica.

Il noto e affermato artista che si divide (lockdown permettendo) tra Roma e Jesi, ci parla delle sue sensazioni riguardo all’ipotetico – per ora – spostamento dell’obelisco e della fontana  in Piazza della Repubblica da Piazza Federico II dove si trova – a sua volta spostata – dal 1949.

«Sono passati i tempi in cui l’assessore Leonardo Animali chiamò me e Enzo Cucchi per avere belle idee per il piano regolatore che univa l’utile al “bello. Ora Bacci non fa elemosina di pareri, chiede agli architetti che non hanno il senso del bello e dell’equilibrio. Io sono un artista legato al passato ma con un occhio vigile al futuro e credo che siano gli stessi jesini che debbano decidere sul futuro delle loro piazze».

La Fontana dei leoni e l’obelisco in piazza Federico II

«E comunque, ciò che che risulterebbe a spostamento avvenuto, a parer mio sarebbe un gran “dislivello” tra le due piazze. Una, Piazza della Repubblica, piena e sfarzosa di elementi, l’altra, Piazza Federico II, completamente disadorna e che speriamo nessuno pensi di adornare con l’orribile monumento a Federico II».
Cassio Morosetti con il suo lascito da due milioni di euro ne fa una questione di nostalgia perché il padre aveva un’attività in Piazza della Repubblica e lui giocava arrampicandosi sul monumento.
«Nostalgia a parte – sottolinea Carlo Cecchi – credo che la scelta di trasferire il monumento sia stata una delle scelte più sensate dell’Amministrazione di allora. Adesso ormai la cosa sarebbe di pessimo gusto, ho insegnato per anni Arte e l’arte per antonomasia è etica, estetica, scienza del bello, equilibrio, armonia. I miei maestri ispiratori sono stati Kant e Aristotele. Ho sempre ascoltato e avuto l’umiltà di sentire le parole dei grandi maestri che la vita mi ha fatto incontrare e sento che questa è un’operazione pesante, fuori luogo».
«Lo spostamento del monumento invertirebbe la dimensione di leggerezza, aria e libertà che ora c’è, credo sia giusta l’idea del referendum per fare decidere ai cittadini. Non escluderei dalla scelta un team di artisti che possano dire la loro, così come sembrerebbe deciso porterebbe un pieno al pieno e un vuoto al vuoto, senza un minimo di equilibrio, elemento che manca oggi nella nostra società».
Cristina Amici degli Elci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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