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Jesi “Stop Edison”, forte mobilitazione per il no all’impianto rifiuti

Dall’incontro di mercoledì sera organizzato dall’Assemblea permanente il programma per l’accelerazione di altre iniziative avverse al progetto di installazione della piattaforma polifunzionale di recupero

Jesi – Grande partecipazione mercoledì sera per il secondo incontro organizzato dalla neo costituita Assemblea permanente Stop Edison, che si è riunita nei locali della Circoscrizione di via San Francesco, per organizzare le prossime attività di protesta contro l’insediamento dell’impianto di rifiuti pericolosi e non in zona Zipa, il cui progetto è stato presentato da Edison Next Recology alla Provincia d Ancona.

Un nuovo appuntamento per mantenere viva l’attenzione sul caso Edison, durante questi 180 giorni di attesa, che scadranno i primi di marzo, in cui l’azienda dovrà fornire le risposte e l’ulteriore documentazione richiesta, in base alle osservazioni raccolte dalla Provincia di Ancona, frutto delle domande di chiarimento inviate da enti, gruppi politici, associazioni e cittadinanza.

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La determinazione del Fronte del No non si è fermata neanche durante il periodo natalizio, organizzando banchetti informativi e si è riaccesa anche negli ultimi giorni, con la comparsa in città di una serie di manifesti e cartelli sul no all’impianto: Jesi non si arrende. Abbiamo tutti a cuore la nostra salute. No a qualsiasi impianto. Fermatevi!, recitano i manifesti il cui committente resta sconosciuto ma che con questo gesto ha suscitato la gratitudine dei membri dell’Assemblea.

Tante le tematiche di confronto emerse nel corso della serata di mercoledì tra la cittadinanza presente, gli esponenti della vita politica cittadina – come i rappresentanti delle liste civiche Jesiamo, Per Jesi e Patto per Jesi, e degli altri gruppi d’opposizione come Fratelli d’Italia – i rappresentanti dello Sca Tnt, tutti presenti all’incontro per manifestare il proprio no convinto, prima di tutto come liberi cittadini, al di là dell’ideologia politica, aggiornando gli altri membri sulle iniziative che ogni gruppo sta portando avanti singolarmente ma anche sulle prossime da organizzare insieme.

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La coordinatrice di Fratelli d’Italia, Milva Magnani ha ribadito, come già noto, le incongruenze sulle destinazioni d’uso dell’area – che, ricordiamo, rientra nell’Aerca, Area ad elevato roschio ambientale – , su cui si inserirebbe l’impianto e che inficerebbero la validità stessa del progetto e ha indicato le prossime date significative di appuntamento con la Provincia di Ancona, su proposta di Fratelli d’Italia.

«Il 21 gennaio alle 17 la convocazione in Provincia della Commissione Ambiente, con ordine del giorno su Edison, in cui sarà possibile visionare tutte le osservazioni raccolte dall’Ente», ha spiegato invitando la cittadinanza e la stessa Assemblea a partecipare, essendo un incontro aperto al pubblico. Altra iniziativa è la presentazione di una mozione su Edison che sarà discussa nel corso del prossimo Consiglio provinciale, di cui ancora però non è definita la data.

Mentre il segretario di Jesiamo, Daniele Massaccesi, ha aggiornato l’assemblea sulle recenti dichiarazioni del Commissario liquidatore del Consorzio Zipa, Camillo Catana Vallemani – già divulgate pubblicamente – che ha comunicato agli enti comunale e provinciale, l’inopponibilità al Consorzio del contratto di locazione stipulato tra Immobilpav ed Edison.

Un elemento che invaliderebbe l’efficacia del contratto non solo quello di locazione tra Edison e Immobilpav ma, prima ancora, quello di acquisto effettuato da ImmobilPav, nessuno dei due, infatti, è stato sottoposto al parere del Consorzio, che come spiegato anche dall’ex sindaco di Jesi, Marco Polita, presente all’incontro «da Statuto del Consorzio, risulta elemento vincolante». Pena dunque la non validità degli stessi.

Marco Polita

«Un vulnus nella procedura che potrebbe a sua volta costituire elemento invalidante dell’iter amministrativo del progetto presentato da Edison e fondato proprio sulla titolarità del contratto di locazione», ha aggiunto Daniele Massaccesi.

Al centro del dibattito anche la necessità di mettere a programma le iniziative di protesta per mantenere viva la presenza del Fronte del no e manifestare ancora più fermamente la volontà della cittadinanza di non accettare la presenza dell’impianto a Jesi.

Tra le iniziative in fase di realizzazione, è già stato stampato un volantino esplicativo della protesta e dei problemi di salute che l’impianto potrebbe arrecare ai cittadini, che sarà distribuito dagli stessi membri dell’Assemblea nelle cassetta della posta delle abitazioni della città.

Tra gli eventi già in programma, quello del 1° febbraio, alle 17.30 a Palazzo dei Convegni in Corso Matteottu, con l’incontro «incentrato sul tema della salute, la partecipazione di esperti che parleranno dei rischi dell’amianto in termini medici e della normativa sullo smaltimento dello stesso», ha spiegato Maria Luisa Quaglieri, rappresentante di Jesiamo ma anche dello Iom Jesi-Vallesina.

Per il 25 febbraio lo Sca Tnt sta organizzando un incontro con la giornalista e attivista Linda Maggiori che si è occupata dell’inchiesta sui Sin (Siti di interesse nazionale), «luoghi dove la vita è distrutta dall’inquinamento, tra cui rientra anche la zona di Falconara», hanno spiegato Enza Amici e Paolo Cognini del Tnt, che nel corso della serata hanno anche proposto di organizzare altre manifestazioni, davanti alla Provincia di Ancona o in occasione di eventi che si svolgeranno a Jesi, un po’ come è già stato fatto nella circostanza dell’inaugurazione di Ponte San Carlo.

Una proposta accolta dai presenti, che hanno anche individuato alcune possibili occasioni a cui presenziare, con bandiere e cartelli, come Assemblea permanente: il convegno sul Lupo, organizzato dall’Amministrazione comunale a Palazzo dei Convegni per il 23 gennaio alle 18, una manifestazione davanti alla sede della Provincia di Ancona, l’8 febbraio, nella circostanza dell’inaugurazione della nuova Casa della scherma, prevista per il 17 febbraio. Tra le ulteriori proposte, anche l’organizzazione di un nuovo corteo per le vie del centro e un sit in Piazza della Repubblica.

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