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Jesi Asmae Dachan e il racconto della “sua” Siria

Domani, sabato 6 giugno, appuntamento Fidapa a Palazzo della Signoria (17.30) con la giornalista italo-siriana per parlare di dopoguerra, memoria e futuro di un Paese martirizzato da quattordici anni di conflitti e da cinquantaquattro di regime

Jesi – Domani, sabato 6 giugno alle ore 17.30 al Palazzo della Signoria, la sezione cittadina di Fidapa incontrerà la giornalista e scrittrice italo-siriana Asmae Dachan che presenterà il suo ultimo libro dal “Siria, il giorno dopo. Le ferite e le speranze”.

L’evento, patrocinato dal Comune di Jesi e realizzato in collaborazione con Medici Senza Frontiere, si aprirà con i saluti della presidente di sezione Fidapa, Katia Sdrubolini, e proseguirà con la presentazione dell’autrice, ad opera della socia Fidapa Emanuela Mario che traccerà il profilo umano e professionale della scrittrice, profonda conoscitrice della Siria cui è legata per le sue origini e per avervi viaggiato e scritto in molte occasioni.

La serata vuole essere l’occasione per richiamare l’attenzione su un Paese martirizzato da quattordici anni di guerra e da cinquantaquattro di regime.

La moderatrice e socia Fidapa Elisabetta Fabiani, colloquierà con l’autrice che, a pochi giorni dal termine della guerra, è potuta rientrare in Siria in un viaggio che, a più tappe, porterà a scoprire la Siria post Assad. Nel libro Asmae Dachan parte da Ancona, dove è nata, ed arriva ad Aleppo, città della sua famiglia, in un viaggio a tappe che la porta a comporre un mosaico di luoghi e persone.

Dalla città di Hamza al-Khatib, torturato e ucciso a 11 anni a Dar’A, da Darayya a Sednaya, la prigione “macelleria umana di Assad” a tante altre città, la scrittrice ricompone un mosaico che intreccia racconti di speranza e di dolore, storie di adolescenti che salvano libri e oggetti d’arte, di artigiani che riescono ad aprire le loro botteghe, di persone arrestate, di famiglie allontanate forzatamente dalle loro case, le vite di chi ricostruisce tra dolore e speranza.

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