Cronaca
Jesi FdI: depositate mille firme contro il progetto di Viale della Vittoria
«Restyling prematuro senza la preventiva realizzazione di un asse viario esterno volto al deflusso della considerevole mole di traffico»
Jesi – Fratelli d’Italia ha oggi depositato 1.000 firme, raccolte tramite pubblici banchetti, a supporto della propria petizione dove chiede la cancellazione del progetto di ristrutturazione del Viale della Vittoria, così come presentato dall’Amministrazione comunale «nel rispetto della città e delle sue esigenze, poiché ritenuto prematuro senza la preventiva realizzazione di un asse viario esterno volto al deflusso della considerevole mole di traffico».
E la coordinatrice Milva Magnani aggiunge: «Riteniamo che la riduzione dei due sensi di marcia veicolare sia inidonea alle esigenze della circolazione nell’unica vera arteria stradale cittadina, la cui designata strozzatura recherà fortissimi disagi al traffico, ai cittadini, ai lavoratori, agli studenti, alle attività, senza prevedere una valida alternativa come un nuovo asse viario».
«La riduzione del numero dei parcheggi comporterà svantaggio economico agli esercizi commerciali, non solo del Viale, ma anche di Corso Matteotti, e disagio per i residenti. L’auto per noi non è un nemico da abbattere, ma uno strumento di libertà e lavoro».
«Ieri all’assemblea pubblica – aggiunge – abbiamo assistito ad uno spettacolo tragicomico, l’assessore Melappioni ha smontato pubblicamente, pezzo per pezzo il loro progetto per il Viale, annunciando che non ci saranno più le piste ciclabili, con conseguente sbalordimento delle associazioni ciclistiche presenti che fino a poco prima avevano tessuto elogi al Piano, ha pure annunciato il taglio degli alberi, sempre negato, precisando che non saranno, però, tagliati tutti, con il silenzio dei verdi».
«Grande soddisfazione invece da parte nostra, in quanto i tecnici presenti hanno prospettato come soluzione del problema un asse viario Nord-Est, la stessa misura che noi oramai da anni proponiamo e che abbiamo riportato anche nella nostra petizione».
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