Vallesina Tra vigneti e strutture la grandinata ha bruciato milioni
A 24 ore dal maltempo Sindaci al lavoro tra segnalazioni, sopralluoghi e la richiesta di calamità naturale
Vallesina – Ventiquattro ore dopo la grandinata che ha colpito la Vallesina, il quadro dei danni comincia a delinearsi con maggiore chiarezza e si fa impellente la richiesta dello stato di calamità da parte dei Comuni colpiti.
A Staffolo, uno dei territori più colpiti, la stima supera già il milione di euro, considerando immobili, fabbricati pubblici e privati, attività agricole e colture. Transitando tra San Paolo, altra zona grandemente colpita, e Staffolo molte le auto coperte alla meno peggio per parabrezza o lunotti sfondati, evidenziano anche loro la violenza della grandinata.
«Le verifiche sono ancora in corso, ma il quadro che sta emergendo è pesante», spiega il sindaco Sauro Ragni.
«I tecnici stanno controllando tetti e fabbricati e non si tratta di pochi casi isolati. Diversi immobili hanno riportato lesioni e in alcune situazioni non basterà sistemare una piccola parte della copertura, ma sarà necessario intervenire su intere falde. Ci sono danni che, per singoli edifici, possono arrivare anche a 20, 30, 40 o 50mila euro».

«C’è stato un continuo via vai di cittadini che si sono presentati per chiedere informazioni – prosegue il Sindaco –. La quantificazione complessiva è ancora in corso, sia per gli immobili privati sia per quelli pubblici, ma la stima supera già il milione di euro, considerando anche i danni alle attività agricole».
Sul fronte pubblico risultano lesionati il centro “Il Girasole”, la casa di riposo, il cimitero e la chiesa di San Francesco, in paese. Sono in corso accertamenti anche su altri immobili comunali.

A pesare è anche il comparto agricolo. Nelle zone più colpite si parla di una perdita stimata tra il 30 e il 40% della produzione di Verdicchio, con danni distribuiti su ampie estensioni di terreno.
La grandinata ha interessato in particolare alcune fasce tra Staffolo, San Paolo di Jesi, Castelbellino e le zone più basse lungo il torrente Cesola e l’Acquarelle. Proprio ieri, a Staffolo, è arrivato anche un gruppo di ragazzi impegnati nella realizzazione di un documentario sui Comuni montani esclusi. Dopo l’incontro a Roma, hanno raggiunto il territorio e intervistato alcuni produttori, affrontando anche il tema dei danni provocati dal maltempo.

A Castelbellino il sindaco Andrea Cesaroni invita alla prudenza, ma conferma un quadro ancora in evoluzione.
«Stiamo raccogliendo i dati e al momento non abbiamo una stima precisa. Nel nostro territorio le segnalazioni riguardano soprattutto lucernari e automobili, con una concentrazione particolare nella zona di Pianello Vallesina. Invitiamo i cittadini a comunicare i danni subiti, così da avere un quadro il più possibile completo e valutare se ci siano le condizioni per chiedere eventuali risarcimenti a livello regionale o statale. Non sappiamo ancora se sarà possibile ottenere contributi, ma intanto è importante provarci».
Alle abitazioni e ai mezzi si sommano le ferite alle colture. Nella zona di San Paolo di Jesi alcuni agricoltori parlano di piante di visciola completamente compromesse: c’è chi riferisce di averne perso una cinquantina, praticamente ripulite dalla grandine. Danni sono stati segnalati anche a vetri, auto e strutture leggere.
A Cupramontana il sindaco Enrico Giampieri indica come particolarmente colpita la fascia che va dal ristorante Rosina fino a Ponte Magno.
«I danni alle viti sono enormi – spiega –. Il fenomeno è stato molto pesante, soprattutto lungo quella linea che guarda verso San Paolo e Staffolo. Una quantificazione esatta non è possibile adesso: ci vorrà qualche giorno, quando arriveranno riscontri più precisi. Stiamo verificando anche le strade che hanno subito dissesti e smottamenti, così da arrivare a una stima completa. Sulle viti, in alcune situazioni, la perdita potrebbe arrivare anche al 70-80%».

Anche Maiolati Spontini sta raccogliendo le segnalazioni.
«Ci sono stati tanti danni alle cose – riferisce il sindaco Sebastiano Mazzarini –: auto ammaccate, parabrezza rotti, lunotti sfondati. Non abbiamo avuto danni al patrimonio, al di là delle auto della Polizia Locale, abbozzate come tutti i mezzi rimasti fuori. Sono arrivate anche segnalazioni per le colture, ma al momento non è possibile quantificare».

A Monte Roberto il sindaco Lorenzo Focante segnala soprattutto criticità sulla viabilità rurale.
«Danni al patrimonio comunale non ne abbiamo registrati, ma le strade di campagna sono completamente dissestate. Pianello Vallesina è stata duramente colpita».
Dal territorio comunale di Monte Roberto arrivano anche valutazioni dal mondo scolastico e agricolo. A Villa Salvati, sede dell’Agrario, il vicepreside Andrea Di Sebastiano parla di conseguenze contenute.
«Alcuni danni ci sono stati, ma marginali: un po’ al vigneto, al coriandolo, al grano e a qualche frutto. Siamo intervenuti subito con trattamenti a base di rame per disinfettare le ferite della vegetazione».
«Per gli studenti – aggiunge – quanto accaduto è diventato anche occasione di riflessione: si è parlato dei fenomeni che generano queste situazioni, dei cambiamenti climatici e di come un’azienda possa tutelarsi davanti a eventi imprevedibili, anche attraverso polizze assicurative».
A San Paolo di Jesi il Comune ha avviato le procedure per il riconoscimento della calamità.
«La violenza e l’eccezionalità della grandinata del 3 giugno hanno provocato conseguenze molto gravi per il nostro territorio – dichiara il sindaco Pompilio Ceci –. Per questo abbiamo ritenuto doveroso attivare tempestivamente tutte le procedure necessarie per ottenere le misure di sostegno indispensabili a favore delle famiglie, delle imprese e del comparto agricolo duramente colpiti».
Ora la priorità, per tutti i Comuni coinvolti, è raccogliere segnalazioni, fotografie e descrizioni dei danni. Solo così sarà possibile comporre un quadro completo di un evento che, in poco più di un’ora, ha lasciato segni profondi su case, strade, mezzi e campagne della Vallesina.
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