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Braccano Oltre 800 firme contro il bagno davanti al murale della Resistenza

La petizione sollecita l’Amministrazione comunale di Matelica a individuare un’altra area per la struttura, collocazione ritenuta non adatta a un sito legato anche all’eccidio del 1944

Braccano – In vista dell’imminente ricorrenza del 25 aprile, che culminerà con la visita del Presidente della Repubblica Mattarella a San Severino Marche, sono oltre 800 i cittadini che hanno già firmato una petizione per esprimere la propria contrarietà al Comune di Matelica per la collocazione di un bagno pubblico proprio di fronte al murale del Museo della Resistenza di Braccano, famoso per essere il Paese dei Murales

La petizione era stata lanciata una ventina di giorni fa, quando il Comune di Matelica aveva iniziato i lavori di costruzione di un bagno per uso pubblico, richiesta dal locale Comitato di Braccano, per andare incontro alle esigenze fisiologiche dei turisti che, sempre più numerosi, vengono a visitare la frazione matelicese, famosa per i tanti e variopinti murales che abbelliscono le facciate delle case del paese.

Uno di questi murales, realizzato dell’artista Massimo Melchiorri, si trova sulla facciata del Museo della Resistenza e raffigura alcuni protagonisti che hanno militato nelle formazioni partigiane che operavano intorno al monte San Vicino, come Enrico Mattei, di cui a Matelica ricorre proprio in questi giorni la “Settimana Matteiana” per i 120 anni dalla nascita, il comandante Mario Depangher, il capitano Salvatore Valerio e altri, che hanno combattuto e hanno sacrificato la propria vita in nome della libertà e della democrazia. Ciò che i firmatari della petizione contestano al Comune di Matelica è la scelta della collocazione del bagno pubblico proprio di fronte a questo murale, simbolo della Resistenza dei matelicesi al nazifascismo.

Oltretutto, quel luogo è anche sacro alla memoria dei matelicesi e non solo, perché proprio lì di fronte, il 24 marzo 1944, avvenne l’Eccidio di Braccano a opera delle milizie nazifasciste, con la fucilazione del parroco di Braccano, don Enrico Pocognoni, che era la guida spirituale del Gruppo Roti e di altri cinque partigiani.

Quindi, la collocazione di una latrina pubblica proprio di fronte a quel murale e nel luogo dove si è verificato l’eccidio più tragico e rilevante avvenuto nel territorio matelicese durante la Resistenza, viene visto dai cittadini di Matelica, e non solo, come un oltraggio nei confronti della memoria storica della comunità, e un vilipendio dei valori di libertà e giustizia che i partigiani hanno incarnato e difeso con la loro vita.

È di fondamentale importanza, infatti, tutelare questi luoghi dedicati alla memoria storica, perché rappresentano un valore educativo e ispirazionale per le future generazioni. Proprio per questo, i monumenti ai caduti della Resistenza al nazifascismo sono considerati beni culturali e storici e sono tutelati dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. n. 42/2004), e il loro posizionamento in luoghi pubblici ne impone quindi la salvaguardia e il decoro, che include anche il territorio circostante.

Speriamo che, grazie a questa petizione, l’Amministrazione di Matelica riveda il progetto di questo bagno pubblico e trovi per esso una collocazione alternativa e più idonea, che rispetti la memoria storica e collettiva del luogo, ed al contempo soddisfi le necessità dei tanti turisti che vengono a visitare i bellissimi murales del Paese di Braccano.

Per chi non avesse ancora firmato la petizione, questo è il link: https://c.org/gqp89wWFTn

Danilo Baldini, figlio di Giuseppe Baldini, Comandante Gruppo Roti

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