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Cingoli Discarica, «altro che ampliamento, doveva essere già chiusa»

Il Pd rilancia le osservazioni del comitato e chiede di fermare l’iter che riguarda Fosso Mabiglia richiamando i vincoli paesaggistici, costi e assenza di un’alternativa

Cingoli – Con le procedure per l’ampliamento della discarica di Fosso Mabiglia siamo ormai alle battute finali, infatti il 24 aprile si concluderà la fase per la Valutazione di impatto ambientale (Via) e l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), mentre il 7 maggio si svolgerà la Conferenza dei Servizi. 

Il Partito Democratico di Cingoli fa proprie le osservazioni del Comitato Campagna Pulita e condivide gli spunti critici di numerosi cittadini della zona, oltre quelli dei vari Enti interessati alla vicenda. Osservazioni puntuali e precise, come quella in cui si afferma che una parte consistente dell’ampliamento ricade in zona soggetta a vincolo paesaggistico, così come il torrente Pavanella. Elementi a nostro avviso dirimenti, affinché si possa dire concluso il procedimento. 

Raffaele Consalvi

Ma l’elemento centrale resta il nodo politico. Di fronte a una classe politica che negli anni non ha avuto il coraggio di scegliere un sito alternativo a Cingoli, anche in presenza di una graduatoria di siti idonei dell’Università di Ancona, il cittadino come fa a fidarsi?  Dopo tanti anni di governo e non scegli, non si può continuare a dire che la colpa è sempre di quelli di prima.

Con quale credibilità si va ad ampliare una discarica con altri 250.000 metri cubi, quando già ce ne sono stati messi 547.000?

E si andrà a spendere per il 3°ampliamento sui dieci milioni di euro.   

Con quale attendibilità ti presenti di fronte ai cittadini dicendo che bisogna continuare altri quattro anni e mezzo, quando l’attuale discarica doveva essere chiusa cinque anni fa, ma nel frattempo hai già fatto due ampliamenti? 

Con quale autorevolezza si può convincere, quando si afferma (Regione) che l’obbiettivo finale è quello di affermare No alle discariche e Si all’inceneritore, omettendo però di dire dove andrà realizzato, che ci vorranno dieci anni e avrà un costo variabile tra i 300/400 milioni di euro?

La politica del rinvio e il non scegliere ha portato il settore alla paralisi e conseguentemente si sta trasferendo in modo drammatico sulle bollette Tari che aumentano e aumenteranno anche nei prossimi anni di un 10% l’anno e un Consorzio, il Cosmari, che definire in difficoltà è un chiaro eufemismo. 

In questo quadro drammatico, sarà importante capire il ruolo che giocherà l’Amministrazione comunale di Cingoli, in quanto il Sindaco in ben due riunioni pubbliche ha affermato che avrebbe dato un riscontro favorevole all’ampliamento della discarica solo quando l’Ata di Macerata avrebbe scelto il sito alternativo del dopo Cingoli.       

Raffaele Consalvi – segretario Pd di Cingoli   

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