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Cronaca

Jesi Il flash mob per dire “no” alla peste moderna – Video

Rappresentazione evocativa, organizzata dall’Assemblea Permanente Stop Edison, di un’epoca disumanizzata, di una “Jesi 2035: il Futuro che non Vogliamo”

Jesi – Piazza Federico II si è trasformata in uno scenario evocativo di un futuro distopico con il flash mob “Jesi 2035: Il Futuro che Non Vogliamo” organizzato a partire dalle 18 di oggi dall’Assemblea Permanente Stop Edison.

Un evento per «scuotere le coscienze», avevano spiegato gli organizzatori e per «offrire una suggestione intensa e profondamente simbolica, pensata per sollevare domande».

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È stata «una rappresentazione immaginifica di un presagio da scongiurare, un orizzonte futuribile che chiede un’inversione di rotta. Medici di una moderna peste, pazienti da assistere e salvare».

I medici appunto. Ma i medici della peste, in nero, con il volto coperto dalla maschera con il becco, evocanti antiche tragedie, si aggiravano in Piazza FederIco II tra i corpi distesi a terra, avvolti in una tuta bianca, quasi già un sudario, in un improvvisato ospedale da campo.

E a mano a mano che loro, gli ammalati, lasciavano questo mondo ormai preda del morbo, dell’aria avvelenata, venivano composti in una improvvisata lettiga e disposti a terra sul lato della piazza che guarda a via Pergolesi. Il tutto scandido dalle note dure e incessanti di un pianoforte che irrompeva nella scena.

Tanta gente si è fermata ad assistere – e alla fine ad applaudire – questa performance dell‘Assemblea Permanente Stop Edison che ha coinvolto una cinquantina di persone.

Immagini per evocare un futuro prossimo, il 2035, foriero di mali quasi a ripecorrere una storia che il tempo non ha cancellato. E che potrebbe ripetersi.

«Un messaggio forte e potente nel ritorno simbolico ad un’epoca disumanizzata, dove la nuova crociata del progresso distrugge il benessere. Un monito a risvegliare le coscienze: questo è il futuro che rischiamo se rimaniamo immobili e silenti di fronte agli interessi che minacciano i nostri territori, la nostra salute. È il momento della responsabilità collettiva».

Il flash mob è stato frutto di un’azione corale dell‘Assemblea permanente che da molti mesi si adopera con costante determinazione per contrastare l’insediamento di Edison Next Recology alla Zipa attraverso manifestazioni e iniziative autofinanziate, sempre pacifiche e sempre ampiamente partecipate. Come quella di stasera.

© riproduzione riservata

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