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Jesi Commissione toponomastica: «Disfunzioni e scarsa attenzione»

Dopo le polemiche e le dimissioni la lettera aperta al sindaco Lorenzo Fiirdelmondo di due dei 6 componenti, Francesca Bartolacci e Paola Sabbatini

Egregio sig. Sindaco,

il suo intervento nel Consiglio comunale del 29 maggio in merito alle dimissioni congiunte dei componenti esperti della Commissione toponomastica, obbliga le sottoscritte a intervenire pubblicamente, cosa che non era nelle nostre intenzioni.

Le sue parole in sede di Consiglio – in cui si è espresso senza alcun previo confronto con la Commissione per comprendere le reali motivazioni delle dimissioni – non sono accettabili in quanto non solo contraddicono il testo del regolamento che disciplina la Commissione stessa, ma mettono in discussione anche la professionalità, l’autonomia e il ruolo di garanzia dei singoli componenti. 

Leggi: Jesi Commissione Toponomastica, il Sindaco: «Ne costituiremo una nuova»

Le sottoscritte sono state nominate nel febbraio 2018 su indicazione dei gruppi consiliari Pd e Jesi in Comune, di maggioranza oggi e all’opposizione nella precedente consiliatura. Negli anni successivi, anche in quelli difficili dell’epidemia Covid, siamo riuscite a lavorare con impegno e proficuamente al fine di colmare il divario esistente tra intitolazioni al maschile e al femminile. Questo anche grazie al lavoro degli uffici che, sin dal momento dell’insediamento della Commissione, hanno fornito un quadro chiaro delle possibili vie o luoghi da intitolare, permettendo così di agire in prospettiva.

La valorizzazione del ruolo delle donne nella politica e nelle istituzioni è stata portata avanti con un certo successo: su nostra proposta la precedente Commissione toponomastica ha intitolato una via cittadina ad Adele Bei, unica madre costituente marchigiana, comunista, antifascista, esponente di spicco dell’allora Unione Donne Italiane, sindacalista e senatrice, e un parco alla nostra concittadina Daniela Cesarini, amministratrice e benefattrice che ha avuto un ruolo importante nella vita politica della nostra città.

Siamo poi state riconfermate nel 2023 dai gruppi consiliari Pd e Jesi in Comune con il presupposto di continuare a svolgere con competenza (e autonomia) il ruolo gratuito di componenti esperti della Commissione. Sin da subito abbiamo notato una certa farraginosità nei meccanismi che avrebbero dovuto facilitare i lavori e, soprattutto, uno svilimento del ruolo della Commissione.

Comprendendo che altre priorità impegnavano la nuova Amministrazione, abbiamo atteso con pazienza una soluzione, che non c’è stata. Dal dicembre 2024 al marzo 2025 le sottoscritte hanno manifestato il loro crescente disagio, solo e sempre nelle sedi istituzionali, sia di persona che con alcune e-mail (forse questi passaggi le sono sfuggiti, Sindaco) per cercare una soluzione. Richieste di confronto e proposte cadute nel vuoto: nel momento in cui abbiamo appreso, a mezzo stampa, di intitolazioni fatte senza passare dalla Commissione, neppure per una presa d’atto, non è rimasto molto altro da fare se non dare le dimissioni, una decisione peraltro presa all’unanimità.

Comprendiamo che da parte sua è stato più semplice, per giustificare le dimissioni di una intera Commissione, chiamare in causa presunte questioni politiche invece che ammettere disfunzioni, criticità e poca attenzione alla normativa.

«Politicamente ho molte riserve sulle scelte fatte dai componenti»: queste le sue parole. Possiamo dire che anche noi abbiamo molte riserve sul modo con cui lei interpreta il ruolo dei componenti esperti, per cui sicuramente nella ricomposizione della Commissione non saremo gradite e non ce ne rammarichiamo affatto.

Come scriveva Pier Paolo Pasolini “il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili” e questa considerazione bene si attaglia a questa vicenda.

Cordialità.

Francesca Bartolacci e Paola Sabbatini

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