Cronaca
Jesi L’ultimo saluto a José, il senzatetto che qui aveva trovato una seconda famiglia
La cerimonia funebre si è svolta ieri mattina presso la chiesa di San Giovanni Battista, la Caritas diocesana: «Ci piace immaginarti che stai ancora accarezzando le corde della tua chitarra»
Jesi – L’ultimo abbraccio ieri mattina a Josè Maria Saez Ibanez, non ancora 68enne, il senzatetto di origine spagnole, spentosi il 6 maggio scorso, dopo un periodo di cure.
Conosciuto da molti in città per il suo vagabondare per le strade, accompagnato dalle note di una chitarra, sua fedele amica e compagna di viaggio, aveva accettato l’aiuto e le cure di Asp e Caritas, dopo una fase di vagabondaggio, seguendo un percorso di assistenza con i servizi sociali che lo aveva portato ad avere di nuovo una casa, cure e amore.

La cerimonia funebre si è svolta ieri mattina alle 9, alla chiesa di San Giovanni Battista.(San Filippo), ad officiarla il parroco don Claudio Procicchiani e il diacono Marco D’Aurizio, direttore della Caritas diocesana.
Proprio la Caritas sulla sua pagina ufficiale, in suo ricordo aveva scritto, venerdì scorso, 22 maggio: «Oggi sarebbe stato il tuo compleanno, ci piace immaginarci che, per una volta ancora, stai accarezzando le corde della tua chitarra. Ci piace immaginarci che, per una volta ancora, qualcuno ti stia offrendo un caffè, ci piace immaginarci che, per una volta ancora, stai raccontando la tua storia a chi si ferma a chiacchierare con te».

«È tempo di salutarci, buon viaggio viandante, buon compleanno José».
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Grazie all’assistenza di Asp 9, Caritas e Servizi sociali, José era entrato a far parte del progetto Housing First – potendo così contare finalmente sulla stabilità di una casa – e proprio grazie a questa rete di aiuti ha riacquistato la sua dignità, godendo di protezione e relazioni umane sincere. Nell’ultimo periodo di vita aveva anche contattato le figlie residenti in Spagna, riallacciando con loro un rapporto che si era spento a causa della vita di strada.
Pe ragioni di difficoltà burocratiche non era possibile il trasporto delle ceneri nel Paese d’origine, Josè trova ora riposo nel cimitero di via Santa Lucia – la sepoltura sotto terra – nella città che lo ha accolto, nella quale ha vissuto gli ultimi anni della sua vita e della sua rinascita.
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