Attualità
Jesi Prevenzione violenza di genere: oltre 2mila studenti nei percorsi dell’Asp
Dal prossimo anno attività anche nelle scuole dell’infanzia con specifici laboratori per bambini e incontri con le famiglie
Jesi – Sono oltre 2mila gli studenti tra secondarie di primo e di secondo grado della città coinvolti nei progetti di prevenzione e sensibilizzazione al contrasto della violenza di genere promossi dall’Asp Ambito 9.
Iniziative che hanno trovato la piena adesione degli Istituti scolastici e la collaborazione di istituzioni pubbliche e del privato sociale. Ciò testimonia come il tema della violenza di genere sia una piaga sociale riconosciuta e condivisa, che necessita di tempestive azioni di prevenzione primaria.

Le scuole e gli altri centri di formazione sono i luoghi privilegiati in cui si formano e si rafforzano i comportamenti verso se stessi e gli altri. È a scuola che si svolge la socializzazione di genere tra gli e le adolescenti: essa rappresenta il principale spazio d’incontro tra adolescenti maschi e femmine di diversa provenienza etnico-socio-culturale.
È per questa ragione che le azioni di prevenzione primaria hanno un ruolo essenziale nella lotta contro la violenza di genere. Attivare una riflessione sulla percezione che gli/le adolescenti hanno della violenza di genere, soprattutto in un’ottica di superamento degli stereotipi, è un’azione cruciale da intraprendere.

Partendo da queste premesse, per il prossimo anno scolastico l’Asp Ambito 9 sta già promuovendo due progetti di prevenzione e contrasto della violenza di genere: uno dal titolo “Libere di essere”, rivolto per la prima volta alla scuola dell’infanzia, con specifici laboratori per bambini e incontri con le famiglie, farà il paio con un progetto finanziato con fondi regionali che, come negli anni precedenti, raggiungerà gli studenti delle scuole superiori con formatori specifici sul tema.
Anche in questo caso il progetto prevederà incontri di informazione e sensibilizzazione rivolti anche al personale scolastico e alle famiglie degli studenti, inoltre coinvolgerà gli enti sanitari e le Forze dell’ordine del territorio con interventi tecnici e specifici.
E a proposito di enti sanitari e Forze dell’ordine, l’Asp Ambito 9 coordina insieme a Polizia, Carabinieri, Polizia Locale, Dipartimento salute mentale e dipendenze patologiche, al Centro Antiviolenza, al Centro uomini autori di violenza e ai responsabili dei Servizi sociali dei Comuni un apposito tavolo al fine di migliorare l’operatività della rete e la presa in carico delle donne vittime di violenza del territorio, con o senza figli.
All’ultimo tavolo, tenutosi nei giorni scorsi, è emersa l’opportunità di una formazione condivisa degli operatori della rete antiviolenza e la rilevazione dei bisogni formativi attraverso un questionario e la necessità di produrre una brochure informativa multilingue rivolta alle donne vittime di violenza, che permetta di supportarle nel riconoscimento della violenza, nell’individuazione dei riferimenti a cui chiedere aiuto e nella comprensione di come i servizi possano supportarle.
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