Animali
Numana Foca monaca avvistata sulla spiaggia: Wwf invita a mantenere le distanze
Evento straordinario dopo secoli di scomparsa dalla zona, Jacopo Angelini (Comitato Scientifico): «Specie rarissima e minacciata, potrebbe tornare a riprodursi anche al Conero»
Numana – La segnalazione di una foca monaca (Monachus monachus) avvistata e fotografata in questi giorni sulla spiaggia di Numana, nel cuore del Conero, rappresenta un evento eccezionale per le Marche e per tutto l’Adriatico.
La notizia – rilanciata da Adnkronos – è accompagnata purtroppo da un dato preoccupante: l’animale è stato più volte disturbato da curiosi che si sono avvicinati per scattare foto e selfie, costringendolo a rientrare in acqua prima di poter riposare.

Il Wwf Marche invita cittadine e cittadini, residenti e turisti, a non avvicinarsi, a mantenere una distanza minima di 50 metri, a non ostacolare mai la via di fuga verso il mare e a contribuire a creare intorno all’animale una cornice di tranquillità. La foca monaca, infatti, necessita spesso di oltre 24 ore di riposo continuo a terra per recuperare energie: ogni disturbo può compromettere seriamente il suo benessere e la sua permanenza nell’area.
«Siamo davanti a un evento di enorme valore naturalistico e culturale – afferma Tommaso Rossi, delegato Wwf Italia/Marche -: la foca monaca è un simbolo vivente del Mediterraneo, una specie che torna a mostrarsi sulle nostre coste dopo un’assenza storica lunghissima. Ma questa straordinaria presenza ci pone subito davanti a una scelta: trasformare la curiosità in responsabilità».
«La regola è semplice e non negoziabile: si osserva da lontano, senza avvicinarsi e senza inseguire l’animale. Ogni selfie ravvicinato è un rischio reale per una specie già minacciata. Ringraziamo fin da ora le autorità impegnate sul territorio e, in particolare, i Carabinieri Forestali per l’attività di vigilanza e sensibilizzazione: la collaborazione tra istituzioni e cittadinanza è decisiva perché questo evento si trasformi in un’occasione di tutela e non in un danno irreversibile».

«La foca monaca – sottolinea il dott. Jacopo Angelini, del Comitato Scientifico Wwf Marche – è un rarissimo mammifero pinnipede marino, appartenente all’ordine dei carnivori e alla famiglia Phocidae, ritorna al Conero dopo secoli di scomparsa».
«Le aree riproduttive più vicine al Conero sono presenti sulla costa croata. La specie si nutre di pesci, cefalopodi, come polpi e calamari, e crostacei. È minacciata dalla pesca industriale e dal disturbo antropico costiero ed è a rischio di estinzione, con una popolazione stimata di circa 700 individui a livello mondiale, di cui solo 10–20 nel Mare Adriatico..L’osservazione di un maschio subadulto a Numana in questi giorni può far presupporre la possibilità che la specie, in prospettiva, possa riprodursi anche al Conero».
«È fondamentale rispettare l’animale, non avvicinandosi a meno di 50 metri sulle spiagge e lasciando protette le aree dove può riposare. Svolge un ruolo ecologico fondamentale negli ecosistemi marini costieri mediterranei ed è rigorosamente protetta dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea.
Eventuali segnalazioni vanno fatte alla Capitaneria di Porto / Guardia Costiera. Come Wwf Italia partecipiamo al progetto Life Adapts per tutelare sia la tartaruga marina che la foca monaca in Italia, Grecia e Cipro.
Raccomandiamo il massimo rispetto della specie, minacciata a livello mondiale, e ringraziamo i Carabinieri Forestali coordinati dal Comandante Provinciale di Ancona, Col. Simone Cecchini, per l’importante opera di vigilanza e sensibilizzazione sulla presenza della foca monaca a Numana».
Le raccomandazioni del Wwf Marche
Il Wwf Marche ricorda alcune regole fondamentali:
- Distanza minima: 50 metri
- Non fare rumore, non avvicinarsi, non inseguire l’animale
- Non frapporsi mai tra la foca e il mare
- Non usare flash, droni o attrezzature invasive
- Tenere i cani al guinzaglio e lontani
- Segnalare subito la presenza alla Capitaneria di Porto / Guardia Costiera (1530) e alle autorità competenti
Un’occasione per il Conero
La presenza della foca monaca conferma l’importanza ecologica del tratto di costa del Conero e rilancia con forza la necessità di politiche di tutela del mare e degli habitat costieri, anche attraverso strumenti efficaci di conservazione.
«Il Conero può diventare un luogo di ritorno della biodiversità – conclude il Wwf Marche – ma solo se sapremo garantire rispetto, quiete e protezione. Questo è il momento di dimostrare maturità ambientale e senso civico».
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