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Cronaca

Jesi Victor George: trapianto di cuore a 5 anni, ora la battaglia più difficile

Jesino d’adozione, 26 anni, è affetto da una forma particolare di linfoma e di epilessia farmacoresistente, il papà: «Serve l’aiuto di tutti per sostenere le spese a Roma», attivata la raccolta fondi Gofundme, l’appello anche del dirigente scolastico Massimo Fabrizi

Victor George, il 26enne jesino per il quale è stata avviata una raccolta fondi per sostenere le cure a Roma.

Jesi – «Aiutiamo Victor George a combattere la sua battaglia più difficile!», comincia così l’appello accorato di papà Cezar Tibulca, jesino d’adozione insieme a tutta la sua famiglia, che da qualche settimana ha attivato una raccolta fondi on line – su Gofundmeper aiutare il figlio che dopo il trapianto di cuore a soli 5 anni, ha dovuto affrontare per tutta la vita controlli e cure mediche.

E oggi, all’età di 26 anni, è chiamato di nuovo a combattere forse contro la prova più dura, una forma particolarmente complessa di linfoma e di epilessia farmacoresistente.

Attualmente ricoverato presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, nel reparto di Ematologia, nelle prossime settimane, dopo le dimissioni, dovrà rimanere nelle vicinanze dell’ospedale per i frequenti controlli previsti dai medici che saranno necessari per i prossimi sei mesi, forse un anno.

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Di qui la richiesta di aiuto dei familiari, in particolare del papà, per riuscire a sostenere le spese dello spostamento temporaneo a Roma e per garantire le migliori condizioni possibili durante il delicato percorso di cura.

«Victor George ha combattuto per tutta la vita senza arrendersi mai. Chiediamo il vostro aiuto affinché possa continuare a farlo con tutta la possibile serenità e il supporto di cui ha bisogno», scrive il papà Cezar su Gofundme, il portale che ha raggiunto già più di 100 donazioni e un importo di quasi 10mila euro. L’obiettivo è di arrivare a quota 15mila.

«Le spese previste per un anno a Roma», ci racconta il padre, provato dalle condizioni del figlio ma anche tanto fiducioso nella generosità della città.

«Viviamo a Jesi dal 2006, nel 2004 ci siamo trasferiti in Italia dalla Romania perché nostro figlio aveva bisogno di cure importanti, nato con diverse malformazioni al cuore ha dovuto affrontare ben 5 interventi al Bambin Gesù di Roma, infine il trapianto».

«Dopo due anni nella capitale, ci siamo spostati a Jesi dove i nostri figli hanno trascorso l’infanzia e l’adolescenza, qui hanno frequentato la scuola e stretto le loro amicizie, George ha vissuto per anni entrando e uscendo dagli ospedali e proprio lì si è appassionato del gioco degli scacchi che lo ha portato a conoscere tanti giovani giocatori e a fondare, insieme ad altri ragazzi, il Circolo degli Scacchi attualmente ospitato dal Circolo Cittadino di Jesi. Per lui è sempre stata una gioia andare al Circolo a giocare, ama questa città e le amicizie che qui si è costruito».

«Victor è un vero guerriero e non si è mai lasciato abbattere dalla malattia. Con una forza di volontà straordinaria, è riuscito anche a laurearsi, raggiungendo un traguardo che a molti sembrava impossibile».

«Oggi, però, ci troviamo davanti a una ulteriore difficile battaglia. Nelle prossime settimane Victor verrà dimesso dal Policlinico Gemelli, ma dovrà rimanere nelle immediate vicinanze dell’ospedale per i necessari e frequenti controlli che i medici prevedono saranno necessari per i prossimi sei mesi, un anno. Dipende da come reagirà nostro figlio. Non è facile trovare un alloggio dove trasferirci e gli affitti per un bilocale si aggirano intorno ai 1.000 euro, io sono l’unico componente della famiglia che lavora, mentre mia moglie ha dedicato gran parte della sua vita all’assistenza di Victor e alle sue esigenze sanitarie».

I fondi raccolti su Gofoundme serviranno per coprire le spese legate alla sistemazione temporanea vicino al Policlinico Gemelli, ai trasporti e agli spostamenti per visite, esami e controlli, ai costi quotidiani legati alla permanenza a Roma, alle eventuali spese mediche e assistenziali non coperte dal Servizio Sanitario.

«Chiedere aiuto non è facile, ma siamo costretti a farlo per garantire a Victor George le migliori condizioni possibili di cura. Chiediamo il vostro aiuto affinché possa continuare a combattere con tutta la possibile serenità e il supporto di cui ha bisogno. Ogni contributo, anche il più piccolo, è un messaggio di vicinanza, speranza e sostegno che ci aiuta ad andare avanti con fiducia».

A sostegno della raccolta fondi è intervenuto anche il dirigente scolastico dell‘Istituto comprensivo Federico II, Massimo Fabrizi.

«Victor George è stato un nostro studente, così come sua sorella, alunni bravissimi che provengono da una famiglia che fa parte della nostra comunità da anni, persone per bene che stanno affrontando una dura battaglia contro la malattia e hanno bisogno dell’aiuto di tutti».

«Victor ci è venuto spesso a trovare durante questi anni, con me si è tenuto sempre in contatto, è stato mio alunno anche all’istituto Galilei di Jesi, dove ha proseguito gli studi superiori, poi si è laureato. Ha affrontato sempre la vita con entusiasmo e coraggio nonostante la malattia, sempre con un sorriso, merita il sostegno della nostra città».

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