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VIVA SERVIZI / Bene il bonus idrico, ma contano i comportamenti virtuosi

Moreno Clemeni vice direttore Viva Servizi

Moreno Clementi: «Abbiamo bisogno di una politica economica che “guardi oltre” e indirizzi le risorse su investimenti, ricerca e applicazione di nuove tecnologie»

ANCONA, 6 gennaio 2021 – Il Governo ha inserito nella Legge di Bilancio un incentivo, denominato “bonus idrico” che offre un contributo di 1.000 euro da spendere entro il 31 dicembre 2021 per l’installazione in casa di vasi sanitari in ceramica a scarico ridotto e anche rubinetterie sanitarie, soffioni e colonne doccia a portata ridotta.

Secondo le stime – che in verità qualche perplessità la sollevano – il risparmio di acqua dopo queste nuove installazioni sarà, a livello nazionale, superiore a 400 milioni di metri cubi e circa 670 milioni di euro di risparmio per le famiglie. Viva Servizi è una delle maggiori utility delle Marche per abitanti serviti, 405 mila circa. È il gestore unico di ambito del Servizio idrico integrato della Provincia di Ancona e capta dalle sorgenti di Gorgovivo a Serra San Quirico circa 35 milioni di metri cubi di acqua potabile ogni anno che distribuisce nelle case di oltre di 43 Comuni attraverso 5.200 Km di condotte di rete.

Per Moreno Clementi (foto in primo piano), direttore generale «ben vengano tutte le forme di incentivazione volte a contribuire a ridurre gli sprechi di acqua – dice – ma restiamo convinti che la vera sfida risieda nei comportamenti virtuosi di ciascun cittadino e nell’educazione delle giovani generazioni».

Le raccomandazioni per contenere i consumi sono quelle ormai note ma per Clementi c’è ancora margine per migliorare. «Ecco perché – spiega – da anni siamo impegnati in un programma di formazione e informazione in collaborazione con gli istituti scolastici, destinato agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, con l’obiettivo di accrescere nei più giovani la consapevolezza che ciascuno di noi può e deve contribuire a preservare il pianeta salvaguardando le sue risorse naturali».

L’idea è far riflettere i ragazzi sul contributo personale che possono e devono dare in tale direzione inducendo anche i genitori, talvolta meno sensibili a queste tematiche, a un uso più consapevole della risorsa. Coerentemente con questo percorso va segnalato il progetto “Acqua Libera Tutti” che doterà le scuole del territorio interessate, quelle potenzialmente coinvolte sono 160, frequentate da circa 8.500 studenti, di un erogatore di acqua dalla rete idrica.

«L’obiettivo è incentivare gli alunni al consumo dell’acqua potabile della nostra rete», contribuendo in misura determinante ad abbattere la quantità di bottiglie e bicchieri in plastica usa e getta utilizzate a scuola, rendendo tali luoghi “Plastic free areas”.

«Viva Servizi – puntalizza Clementi – fa la sua parte anche attraverso investimenti costanti per l’ammodernamento delle infrastrutture che hanno ricadute positive sul territorio e producono dati in crescita lenta ma costante, per quanto concerne il contenimento delle perdite». T

utto questo con uno sguardo sempre attento alle bollette: nel 2019 una famiglia tipo di 3/4 persone con un consumo medio di 150 m.c./anno ha speso per il servizio idrico integrato 348 euro (spesa più bassa nella regione Marche) e nel 2020, pur avendo realizzato quasi 19 milioni di euro di investimenti, le tariffe non sono aumentate, per non creare ulteriori difficoltà a famiglie già provate dall’emergenza sanitaria.

«Se vogliamo continuare a garantire gli investimenti indispensabili con impatti contenuti sulle bollette, abbiamo bisogno di una politica economica che “guardi oltre” e indirizzi le risorse su investimenti, ricerca e applicazione di nuove tecnologie».

«In Italia – conclude Clementi – lo stato complessivo della rete idrica causa rilevanti perdite e recenti studi hanno evidenziato che, all’attuale tasso di rinnovamento, occorrerebbero più di 250 anni per sostituire la rete esistente, quindi mi domando se sia meglio spendere per rendere questi investimenti più rapidi ed efficaci o se sarebbe meglio destinarli a iniziative che creano consenso ma incapaci lasciare un gran valore alle generazioni che verranno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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