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Cronaca

Jesi Giuseppe Conte: «Sanità, speso solo il 20% del Pnrr» – Video

Ieri pomeriggio la tappa elettorale jesina presso il Caffè Imperiale in Piazza della Repubblica dopo essere stato anche a Fabriano e Castelfidardo, il saluto del Sindaco, poi l’intervento anche sui temi della guerra e del genocidio di Gaza

Jesi – In un centro città gremito di passanti, in occasione della festa del patrono e dell’imminente Tombola di San Settimio, Piazza della Repubblica ha accolto una delle tappe marchigiane del tour elettorale dell’ex premier Giuseppe Conte, attuale presidente del Movimento Cinque Stelle, che poche ore prima aveva tenuto incontri anche a Fabriano e Castelfidardo, in vista delle imminenti elezioni regionali del 28 e 29 settembre prossimi. A portargli il saluto, davanti al Caffè Imperiale, anche il sindaco Lorenzo Fiordelmondo.

Inevitabile l’attacco dell’ex premier al genocidio di Gaza e alla posizione del Governo italiano.

«Oggi è una giornata in cui in tutta Italia migliaia di persone sono scese in piazza per dire stop al genocidio di Gaza. Uniamoci a loro!».

«Ormai da due anni sotto i nostri occhi c’è un’azione diretta dal Governo israeliano e realizzata dal loro esercito per colpire i terroristi di Hamas, verso cui non esprimo nessuna simpatia, ma per colpire loro, di fatto, stanno distruggendo la popolazione palestinese, 20.000 bambini, 60.000 palestinesi, hanno distrutto ospedali, abitazioni, scuole, tutto».

«Da tempo questo sistematico sterminio è diventato un genocidio e io non mi sento rappresentato da un Governo che non sta facendo nulla per impedirlo».

«Abbiamo un Governo che non solo non riconosce lo Stato di Palestina, non vuole neppure interrompere l’accordo, il memorandum per la cooperazione militare con Israele, una vergogna. Noi riceviamo qui i soldati dell’esercito di Israele, come pure in Sardegna, perché devono, si dice tecnicamente, decomprimersi!».

«L’Italia non è mai stata così vigliacca nella politica estera. Non appartiene alla nostra tradizione. Ci sono stati momenti brutti, ma di fronte a un genocidio dove tutti gli altri Paesi si stanno schierando da tempo, noi siamo ancora lì a considerare l’alleato Netanyahu, per compiacere Washington. Signori, è una cosa che non ci può rappresentare».

Poi l’attacco al Governo per i tagli al welfare e per i finanziamenti al piano di riarmo in Europa.

«Un Governo che in ogni contesto internazionale sottoscrive impegni per l’Italia che comportano tagli al welfare, come è stato col patto di stabilità in Europa, 13 miliardi di tagli che si abbatteranno sulla sanità, sulla scuola, sull’innovazione, sul sostegno alle imprese. Ma nello stesso tempo si sottoscrivono, invece, impegni di spesa per il piano di riarmo, 800 miliardi in Europa».

«Significa che l’Italia si è impegnata a sottoscrivere – e lo ha fatto a nome nostro, senza nessun mandato, senza nessun voto in Parlamento – per i prossimi dieci anni, un impegno di portare al 5% la spesa militare per la Nato. Significa 445 miliardi nei prossimi dieci anni, è una follia».

Nel mirino il corretto uso dei fondi Pnrr che l’Italia aveva a disposizione, ha evidenziato l’ex premier, sottolineando anche le criticità della sanità pubblica.

«Qui nelle Marche 150mila di voi hanno rinunciato alle cure. Eppure i soldi li abbiamo portati, perché, attenzione, i soldi del Pnrr ci sono. Pensate che al capitolo Sanità hanno speso poco più del 20%».

«Io contesto le azioni concrete. Acquaroli, in cinque anni di mandato, quale opera ha completato e inaugurato? Ho chiesto a tutti, nei posti dove mi sono fermato, sto girando le Marche da nord a sud, non c’è un’opera completa. Eppure ha ereditato i soldi anche del mio Governo».

«Dal Governo gli hanno promesso una Zes, cioè una Zona economica speciale. Ma questo non significa nulla se non viene anche definito uno stanziamento. Perché la Zes significa agevolazioni fiscali per le imprese che operano, per le aziende. Allora se non c’è copertura finanziaria, non c’è uno stanziamento adeguato, non significa nulla, è una formula giuridica e basta».

«Ma la presa in giro ancora più grave è che hanno inserito la Zes in un disegno di legge, quindi ci vorrà tempo per approvarlo, non riusciranno a farlo neanche entro fine legislatura. Non è un decreto legge che va subito in Gazzetta. È chiaro che sono arrivati e hanno promesso alcune decine di milioni».

«Oggi c’è la possibilità di dare un segnale forte – ha concluso Conte riferendosi all’ormai prossimo appuntamento con le elezioni regionali -. Il segnale che voi darete non è soltanto rispetto ad Acquaroli, è anche un segnale forte a questo Governo. Per dire che da domani vogliamo una squadra di amministratori che riconosca in Regione la Palestina, che spenda i soldi del Pnrr. E si può fare!».

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