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Jesi Giulia Cardinali emoziona con «L’ordine sottile delle cose»
Sala gremita a Palazzo Bisaccioni per la presentazione del volume autobiografico, tra letture, musica e riflessioni sulla rinascita dopo la fragilità
Jesi – Un centinaio di persone ha affollato la bellissima sala dei convegni a Palazzo Bisaccioni, ospite della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi. Non è facile eliminare il brusio che circonda e proviene da tante persone eppure, per la presentazione del libro “L’ordine sottile delle cose”, di Giulia Cardinali, Csa Editrice, ci sono stati minuti di silenzio assoluto.
Giulia, psicologa e psicoterapeuta cognitivo comportamentale, ha presentato il suo primo, straordinario libro. E la sua vita. Questa la sinossi, così capirete.

«Quando una giovane psicoterapeuta scopre che il cavernoma cerebrale diagnosticato nell’adolescenza ha iniziato a sanguinare, decide di sottoporsi a un intervento ad alto rischio. A trent’anni, nel pieno della propria formazione, affronta così un vero lutto dell’identità. Dopo l’operazione, metà del corpo è paralizzata e la voce è scomparsa. Immobile in ospedale, attraversa paura, rabbia e smarrimento. Inizia allora un lento percorso di riabilitazione, dove gli incontri con altri pazienti riaccendono fiducia e speranza. Il racconto autobiografico si intreccia con riflessioni psicologiche su identità, infanzia, emozioni e resilienza. Fragilità e forza si compensano in un percorso di ricostruzione profonda. “L’ordine sottile delle cose” è il viaggio di una donna che impara a riabitare se stessa, fino a ritrovare nel corpo ferito una nuova possibilità di esistenza».

Per cui nasce un miracolo. Non di ascolto di alcune emozionanti letture, non delle note struggenti e, allo stesso tempo perfettamente attinenti, di un violino che sembra accompagnare il lettore che gira le pagine del volume che ha in mano.


Giulia Cardinali, in un post personale, dedicato a tutti, ha raccontato a cuore aperto la dimensione vissuta durante la presentazione, perché «ci sono momenti in cui le parole scritte su una pagina smettono di appartenere a chi le ha digitate e diventano un porto sicuro per chiunque le ascolti. Guardandovi uno ad uno, ho sentito una connessione pura, antica. Abbiamo preso in mano lo scalpello e, insieme, abbiamo iniziato a scolpire quel blocco di pietra che spesso ci portiamo dentro, liberando finalmente i lineamenti della nostra statua, la nostra forma più autentica».


Interventi di rito, col saluto di un soddisfatto ingegner Paolo Morosetti, presidente della Fondazione, e di Cinzia Gismondi che con l’associazione che ha creato, “Activamente”, ha patrocinato (e non solo) il pomeriggio. «Valentina Rossini – dice Giulia – con il suo violino ha fatto vibrare le corde più nascoste del nostro cuore; Cecilia Palombini, ha prestato la sua voce intensa e profonda alle letture, dando corpo ai miei pensieri».


Decine le domande, alla fine, dopo il bell’intervento di Cinzia Gismondi sulla “cultura che unisce e cura” e di Sergio Cardinali, che aveva, fra l’altro, come musicista, contribuito a rendere ancor più gradevole e pertinente alle letture, il tappeto musicale. Andrea Siligati, artista molto apprezzato, ha regalato un suo lavoro di alcuni anni fa: meravigliosamente, rappresenta l’essenza delle pagine raccontate.
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