Cronaca
Jesi Violenze al centro islamico, il caso in Consiglio comunale
Eventuale condanna da scontare nel Paese d’origine dell’accusato, l’indagine e le accuse a carico del 47enne maestro del Bangladesh ora agli arresti domiciliari, Antonio Grassetti e Chiara Cercaci (FdI) presentano un’interrogazione: focus su attività educative, personale formato e sostegno psicologico ai bambini
Jesi – Fratelli d’Italia torna sul caso del centro islamico At-Taqwa di Viale della Vittoria e, dopo averla annunciata, presenta un’interrogazione per il Consiglio comunale.
Focus, quello dei controlli sui centri islamici cittadini e, in particolare, sulle attività educative rivolte ai minori, dopo l’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari, lo scorso 1° luglio, un maestro 47enne, originario del Bangladesh, insegnante di religione, indagato per maltrattamenti continuati aggravati nei confronti di bambini affidati alla sua autorità per ragioni educative e di istruzione religiosa.
A firmare l’iniziativa sono i consiglieri comunali Antonio Grassetti e Chiara Cercaci (foto i primo piano) che richiamano anche le precedenti prese di posizione del gruppo consiliare.
«Noi, come FdI, ci siamo già occupati dei centri islamici a Jesi», ricorda Chiara Cercaci, facendo riferimento alle interrogazioni e agli interventi presentati nel luglio e nel dicembre 2025. Allora l’attenzione si era concentrata sui locali tra Viale della Vittoria e via Garibaldi, finiti al centro di segnalazioni di alcuni residenti per rumori, affluenza, difficoltà di parcheggio e problemi di convivenza nel quartiere.
Ora, alla luce degli sviluppi giudiziari, FdI chiede di «non abbassare la guardia». Chiara Cercaci parla di «ambienti che vanno monitorati e controllati» e ringrazia il Commissariato di Jesi «per aver ascoltato le segnalazioni e seguito il territorio», esprimendo anche vicinanza ai minori coinvolti nell’indagine: «Siamo veramente vicini ai ragazzini. Quello che è emerso fa rabbrividire: parliamo di minori che, secondo le contestazioni, sarebbero stati colpiti, umiliati e minacciati».
L’interrogazione chiede al Sindaco e all’Amministrazione comunale di chiarire quali provvedimenti e controlli si intendano portare avanti per garantire il rispetto delle regole e la sicurezza dei minori.
In particolare, FdI domanda se l’Amministrazione comunale intenda approfondire la questione e monitorare, in collaborazione con le Forze dell’ordine, le attività del centro islamico, verificando se l’attività educativa svolta al suo interno sia praticata nel rispetto delle leggi italiane anche da parte di altri educatori.
Altro punto dell’interrogazione: sapere se il Comune disponga di un albo ufficiale degli educatori culturali islamici, o comunque di figure abilitate a svolgere funzioni educative e di insegnamento, e quali siano i titoli di studio o i requisiti richiesti.
«Le regole valgono per tutti», sottolineano i consiglieri.
Qualora le accuse venissero confermate nelle sedi competenti, il gruppo consiliare chiede se l’Amministrazione comunale ritenga che l’insegnante indagato debba essere inibito dalla possibilità di svolgere nuovamente attività educative. Ultimo punto, ma non secondario, riguarda i bambini: l’interrogazione domanda se siano previsti sostegni psicologici per i minori coinvolti nella vicenda.
Sul piano politico, Antonio Grassetti collega il caso jesino anche al tema nazionale della sicurezza e dei rimpatri, richiamando la proposta di legge presentata da Fratelli d’Italia alla Camera.
«Qualora l’imputato fosse ritenuto colpevole – osserva – la pena difficilmente potrebbe essere sospesa condizionalmente, vista l’entità del minimo edittale previsto. La proposta di legge presentata da Fratelli d’Italia, se approvata, lo obbligherebbe, se la pena da scontare superasse un anno, a trascorrere il periodo di espiazione nel Paese d’origine e a carico dello stesso».
Il sindaco Lorenzo Fiordelmondo aveva condannato con fermezza ogni forma di violenza educativa, ribadendo che «educazione scolastica e violenza sono inconciliabili».
Ora la discussione proseguirà nell’aula consiliare.
(foto i primo piano: i consiglieri di Fdi Chiara Cercaci e Antonio Grassetti)
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